Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

Archivi Mensili: dicembre 2004

Carlos Ruiz Zafón – L’ombra del vento

“I libri sono specchi in cui troviamo solo ciò che abbiamo dentro di noi”: è questa la frase che ricorre in più punti dello splendido, emozionante romanzo d’esordio di Carlos Ruiz Zafón, che ho appena terminato di leggere, grazie all’acuta segnalazione di qualcuno cui spero di non rovinarne il piacere della lettura con queste poche righe. Ma non posso trattenermi dall’esternare quanto di me si è specchiato in questo romanzo e quanto in esso ho colto con passione e coinvolgimento sempre crescenti.

Quali sono, allora, i contenuti di questo L’ombra del vento, divenuto a ragione un vero e proprio caso letterario, oltre che, una volta tanto con merito, anche un best seller?

Già l’immagine misteriosa del titolo evoca qualcosa di oscuro ed inafferabile. Infatti tutto parte da un mistero, legato ad un libro con lo stesso titolo di questo romanzo, e dal conseguente gioco ad incastri di coincidenze e ripetizioni, abilmente legate tra loro. Dal casuale ritrovamento dell’unica copia superstite – accuratamente nascosta – di quel libro si origina una vera e propria spy-story ambientata su un doppio binario nella Barcellona degli anni ’30-’50, sullo sfondo di una società percorsa dai fremiti della guerra civile, tra la diffidenza e i falsi moralismi di una borghesia arricchita e lo sfruttamento e la disperazione degli umili, degli esclusi, tra la cieca spietatezza di un potere effimero (nelle sue varie vesti) e la perspicace resistenza morale di chi, in silenzio e nell’oscurità, si fa portatore di elementi culturali e umani profondi. Ma nel romanzo di Ruiz Zafón non esiste una netta distinzione tra “buoni” e “cattivi”, poiché anche le vittime possono ergersi a carnefici per i propri fini egoistici e ben pochi personaggi sembrano inequivoci ed indenni dalle deviazioni causate dalle passioni sulle loro vite.

Volendo semplificare, potrebbero riscontrarsi, nella complessa trama del romanzo, i tratti di una saga familiare (o più d’una), di un intrigo poliziesco e di una (o più d’una) intricata storia d’amore. L’ombra del vento è tutto questo ma anche molto di più, perché tutte le storie sorgono dal desiderio di conoscenza e di verità, e dalla volontà di difesa della memoria, nelle sue varie forme di parola scritta, vicende pubbliche o ricordi personali. La parola e la conoscenza diventano così veicolo indispensabile di sensibilità e capacità culturale, che si esplica nei modi più diversi, dalla lettura e riscoperta di un libro, alla ricerca del suo autore misteriosamente scomparso, al desiderio di tributargli il giusto merito da sempre negatogli, alla realizzazione, in una sorta di transfert, di quanto gli è stato precluso (è questo l’unico cedimento dell’autore ad uno schema in qualche misura prevedibile). A quella che pian piano diventa un’avventura, una “recherche”, partecipano personaggi molto diversi, spesso prescelti tra l’autentica umanità posta ai margini della società a causa delle proprie idee e valori, non sempre collimanti con quelli generali, e potenzialmente sovvervisi, in maniera più o meno consapevole, della morale dominante.

Non è semplice rendere con poche parole l’idea di un romanzo tanto complesso e denso di emozioni, ed è forse meglio così, ma, se è vero che “la lettura coinvolge mente e cuore, due merci sempre più rare”, L’ombra del vento riesce perfettamente nell’intento di non far staccare né l’una né l’altro dalle sue pagine, grazie ad un intreccio ricco e mai banale e ad una scrittura lineare ed accattivante, non priva di una adeguata dose di ironia.

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