Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

Bentornato, Jonathan!

Ieri sera ho finalmente iniziato a leggere Molto forte, incredibilmente vicino, il nuovo e da me tanto atteso romanzo di Jonathan Safran Foer. Da oltre due anni ne aspettavo l’uscita, ovvero da quando mi ero imbattuto, quasi per caso, nel suo romanzo d’esordio, Ogni cosa è illuminata. Avevo letto quel romanzo dopo aver da poco riscoperto la passione per la lettura – e in genere per qualunque cosa sia in grado di emozionare – e ricordo di essermici avvicinato con un misto di attrazione e di diffidenza, dal momento che era la prima volta che mi trovavo a leggere un romanzo di qualcuno più giovane di me. Ma poi ero stato da subito colpito dalla scrittura inconsueta, dinamica ed estrosa, ma mai sfociante nell’autoreferenzialità, e dalla sensibilità dell’autore, capace di alternare momenti di grande intensità ad altri assolutamente spassosi, grazie ad una padronanza della scrittura tale da affrontare con leggerezza anche argomenti “forti”, senza perdere mai la sua vena fondamentalmente ironica e scanzonata e dosando in maniera opportuna i diversi registri.

Già dalla lettura delle prime sessanta pagine di Molto forte, incredibilmente vicino, mi sembra di poter trarre conferma delle impressioni del romanzo d’esordio. Anzi, qui la scrittura appare ancora più coesa e fluida, insomma più “matura” e da subito coinvolgente: se il primo romanzo era ambientato in un’Ucraina stravagante ed onirica ed andava rievocando, in una sorta di caccia al tesoro, storie dell’epoca delle seconda guerra mondiale, questo ha uno sfondo da subito molto reale e vicino, ovvero la New York del dopo 11 settembre 2001, anche se da subito sembra chiaro come quella tragedia venga affrontata senza alcuna retorica estremizzazione. Il protagonista del romanzo è infatti un bambino di nove anni, figlio di una delle vittime di quel giorno, nel quale Safran Foer (lo si capisce da subito) ha riversato tutta la sua bizzarra genialità creativa.

Probabilmente, col prosieguo della lettura, lascerò qui qualche altro appunto sul romanzo; per ora sono già molto contento di non aver saputo resistere al richiamo di questo libro, tra i tanti che potevo inziare, anche se un po’ mi dispiace doverlo sacrificare in un intenso periodo denso di lavoro e impegni diversi, anziché poterlo godere in tutta tranquillità e in un periodo di lettura più ristretto durante l’estate. Ma, viste le difficoltà avute a staccarmene ieri sera, credo che dedicherò alla sua lettura qualsiasi anche breve spazio di tempo. Per ora la mia voracità di lettore è già pienamente appagata, avendo trovato in queste prime pagine sensibilità, coinvolgimento, divertimento, e molti passi che mi hanno colpito e fatto riflettere, come per esempio questi due:

 

“Potremmo immaginare qualunque altro genere di universo, ma questo è quello che è capitato” (p. 26)

“Io le ho chiesto: «Tu sei ottimista o pessimista? Lei ha guardato il suo orologio e ha detto «Ottimista». «Be’, allora ho una brutta notizia per te, perché gli uomini si distruggeranno a vicenda appena sarà abbastanza facile farlo, e cioè molto presto.» «E perché le belle canzoni ti rattristano» «Perché non sono vere.» «Mai?» «Niente è bello e vero.»” (p. 56)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: