Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

the year of occasional lull

È passato un anno: molte cose in me e intorno a me sono cambiate”; così, nel lontano (solo temporalmente) 1992, iniziavo un tema in classe nel quale, tra citazioni di Battiato e frasi criptiche, chiare solo a me, cercavo per la prima volta di esternare e porre su carta il mio impatto con la vita e quei tormenti esistenziali dei quali allora iniziavo a sentire il sapore acre, che mi sembra di essere condannato a sentire finché vivrò.

Oggi potrei dire che più di un anno è passato ed ugualmente in questo periodo molte cose di me sono cambiate, in sensi e direzioni molteplici, e non tutte positive. Anzi, forse ora sono troppo condizionato negativamente da avvenimenti recenti per poter guardare lucidamente alla realtà, tanto che potrei affermare cose nelle quali in seguito non mi riconoscerei. Un anno sembra poco nella vita di un essere umano, ma ci sono periodi di tempo che imprimono così profondamente un segno all’esistenza, tanto da non essere più cancellabili. Infatti, temo di essere sempre più convinto che quell’inverno 1991-92 sia stato decisivo almeno sul mio approccio alla vita ed ai rapporti, visto che, come vado dicendo da tempo, finisco per perpetuare comportamenti, errori ed atteggiamenti, nonostante ciò che vivo adesso non sia per nulla paragonabile a quanto vissuto allora.

Ma io sono sempre io! Con i pregi e gli innumerevoli difetti che da solo mi riconosco, nella mia spietata e per nulla generosa analisi di me stesso. Mi viene rinfacciato il ricordo o il pensiero come colpa pressoché inestinguibile, senza per nulla considerare come il pensiero possa assumere forme e nature diversissime. E poi la vita passata fa parte di noi e non si può cancellare con un colpo di spugna, lascia tracce, esperienze, modella il nostro essere attuale. Il vissuto (qualunque vissuto) non può scivolarci addosso, non si può ricominciare ogni volta daccapo facendo finta che dietro di noi non vi sia nulla. Eppure non dovrebbe contare soltanto ciò che si vive e l’idea di vita proiettata al futuro? È davvero più ancorato al passato chi razionalmente lo riconosce, ammettendo anche eventuali errori, o chi a quel passato conferisce realtà attuale e viva presenza pur in dettagli insignificanti?

Intanto sto perdendo forza e volontà, ma non per questo potrei riprendere ad anestetizzare le mie emozioni, come ho fatto per troppo tempo, ma ciononostante mi sto arroccando sempre più attorno a quello in cui credo, a quello che desidero, tanto da essere persino disposto a sacrifici enormi pur di realizzarlo, fosse anche l’ultima (o l’unica?) cosa che riuscirò a realizzare nella vita.

Perché in fondo non voglio fare altro che “vivere”!  

Annunci

Una risposta a “the year of occasional lull

  1. raffaello 21 luglio 2005 alle 11:55

    ho appena detto che pare si dica che la “sfortuna” (se proprio la vogliamo chiamare così…) dura periodi pari al numero sette o a suoi multipli.
    sono troppo razionale per crederci, ma facendo un attimo di calcoli sul tempo passato dal periodo che qui ricordavo, dovremmo quasi essere agli sgoccioli.
    anche se ho la netta sensazione che tutto dipenda soprattutto da me…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: