Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

now there’s that fear again

16 agosto, ore 10 circa

Mattinata grigia, con il cielo coperto da tante nubi scure, in movimento ed in tumulto come il mio animo così inquieto (forse senza alcun motivo) da qualche giorno a questa parte. Inutile dire che non ho voglia di fare niente, nessuna voglia di scuotermi. In realtà ieri non è successo nulla, se non l’ennesimo tentativo maldestro da parte mia di porre dei punti, cercare rassicurazioni e, immancabile, la consapevolezza di non essere stato all’altezza e la sensazione di aver inconsapevolmente peggiorato la situazione.

Davvero, non è successo nulla: sono solo io che mi infliggo sofferenze preventive ed auspicabilmente inutili, ma che ci posso fare se sono tornate sensazioni tristemente note, se è tornata quella paura che mi stringe lo stomaco facendomi essere così irrequieto? E menomale che sono riuscito in parte a controllarmi, onde evitare di fare danni ancora peggiori! Poi però mi rendo conto che le mie sono solo elucubrazioni, “pippe mentali” tutte volte in negativo, così invasive nella mia mente ma anche così labile che basta un minimo ed insignificante segnale positivo a far sparire il groppo allo stomaco e a darmi un po’ di serenità, a far prevalere, una volta tanto, la ragione e il buon senso, liberando sulla mia anima un raggio di sole, proprio come quello che fa capolino fuori dalla mia finestra, tra nubi in apparenza scure ed impetuose (come i brutti pensieri che da solo mi costruisco) ma tutto sommato innocue.

Detesto autocitarmi, ma mi viene in mente quanto scrissi un paio di mesi fa su un treno in corsa tra l’Umbria e il Lazio (end of the train working): per me è tutto ancora valido, soprattutto la conclusione sulle stazioni della vita e la perenne incertezza sull’arrivo a destinazione.

Per ora, per quanto possa apparire banale, devo solo evitare di “fasciarmi la testa prima di essermela rotta”, sia perché, nonostante certe sensazioni, non è per nulla scontato che me la romperò, sia perché questa paura e queste sofferenze non possono certo rappresentare un anticipo o una qualche diminuzione di quelle, ipotetiche, future, che anche da me dipende evitare e, soprattutto, evitarmi.

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