Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

townes

15 agosto, ore 15,30

Pomeriggio ferragostano, come prevedibile immobile e solitario, come la mia vita e la vita intorno a me, se non fosse per le rapide nuvole in viaggio, trasportate dal vento, che immancabilmente scuote questo luogo immutabile, collocato quasi per caso a ridosso dei monti, ai piedi del massiccio del Pollino.

Dopo il rituale pasto controvoglia, mi ritrovo in quel piccolo “luogo dell’anima”, rifugio di tanti momenti belli o difficili della mia vita, che è il luogo dal quale riesco a dominare la valle, per chilometri e chilometri, e ad osservare gli imponenti monti sopra di me. Mi è di compagnia la musica degli Early Day Miners, che ascolto immerso nei miei pensieri e nei miei dubbi per la vita futura, mentre mi muovo irrequieto intravedendo il panorama così scarsamente messo a fuoco dai miei occhi malati, privi delle loro lenti e in più ulteriormente velati da una ben nota coltre di lacrime, latente ma quasi restia a scendere.

Anche oggi la mia anima è tormentata; benché da poco sufficientemente rassicurato rispetto alle paure dei giorni scorsi, non mi è facile riempire di senso pensieri e comportamenti tenuti, né tanto meno riesco a trarre serenità dal senso di precarietà che ogni giorno di più sembra pervadere un’esistenza nella quale vorrei almeno scorgere l’ombra di qualcuna di quelle (poche) certezze costruite(si) in me ed intorno a me.

Mi sorprendo nel constatare che fortunatamente il mio soggiorno in questi luoghi è ormai prossimo al suo giro di boa, forse nell’illusione (e nella speranza che non resti solo tale) che il ritorno alla vita “normale” possa significare anche quello ad una maggiore linearità e profondità delle mie reazioni, soprattutto perché sono ben consapevole che molti dei miei attuali pensieri da non altro sono determinati se non dalla solita, pessima abitudine di interpretare in maniera negativa anche semplici espressioni o atteggiamenti; eppure sono queste le sensazioni dominanti da un paio di giorni a questa parte, benché le mie sovrastrutture razionali non manchino di sottolineare come non sia cambiato nulla, così come mi viene confermato in maniera esplicita da altre fonti. Forse è, come al solito, una mera questione di aspettative, per cui si tende ad enfatizzare la mancata realizzazione di un miglioramento atteso, piuttosto che rilevare quanto continuativamente si vive.

Intanto questo mese di agosto è ormai giunto alla sua metà, e con esso la mia lontananza con la vita che sono solito condurre (che nel bene e nel male tanto mi manca). C’è ancora da soffrire altrettanto distacco e lontananza, oltre a quella già patita; non è per nulla facile, ma è già di discreto conforto pensare che tra poco la “strada” sarà in discesa. Allora, nella mia totale mancanza di volontà, non mi resta che cercare di far trascorrere questo tempo, in apparenza interminabile, nel modo (relativamente) più sereno possibile, cercando di soffocare i cattivi pensieri, come sempre, nella lettura e nella musica (nonostante per entrambe abbia perso un po’ d’entusiasmo), e di convincermi che non fare passi avanti significa almeno non farne indietro e quindi continuare a vivere tutto quanto, fino a un paio di settimane fa, illuminava e dava un senso alla mia vita.

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