Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

beauty lies in the eye

[…] il fatto è che questa gente non sa un cazzo, dell’arte. Le loro unità di misura non hanno niente a che vedere, con l’arte. Misurano il valore delle cose dal prezzo: un Van Gogh da un miliardo di dollari, un Rembrandt da dieci milioni di euro. Hanno messo il loro marchio osceno sulla bellezza, e il marchio è quello del loro dio, il denaro. Euro, yen, dollari, sterline. L’arte è commercio, la bellezza un prodotto. Tutto si compra, tutto si vende. L’arte dei rivoluzionari, anche quella viene venduta. Siqueiros e Malevic e Rodenov sono battuti all’asta da Sotheby’s. Non c’è più niente di sacro. E non è giusto. La bellezza creata dal popolo dovrebbe tornare al popolo. Le canzoni non dovrebbero avere copyright e diritti. Come ai tempi di Shakespeare dovrebbero essere cantate nelle piazze, essere proprietà di chiunque le ascolti e le voglia cantare…

 

(Tullio Avoledo, Mare di Bering, Einaudi 2004, p. 351)

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