Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

Archivi Mensili: settembre 2005

note su note [4]

Tra reminiscenze di un passato ormai lontano e sensazioni nuove, originate da musica e vita recente, i post del mese di settembre hanno avuto per titolo i seguenti brani:

 

say valley maker: smog – a river ain’t too much to love [drag city 2005]

doubts remain: arco – transparency [pehr 2002]

almost was good enough: songs: ohia – magnolia electric co. [secretly canadian 2003]

my life spins round your every smile: spectrum – how you satisfy me e.p. [silvertone 1992]

human behaviour: bjork – debut [universal 1993]

summer days in bloom: maximilian hecker – lady sleep [kitty-yo 2005]

writing to st. peter: mojave 3 – spoon & rafter [4ad 2003]

(please) lose yourself in me: my bloody valentine – ecstacy & wine [creation 1989]

impossible: the clientele – strange geometry [pointy 2005]

soon: my bloody valentine – loveless [creation 1991]

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soon

27 settembre, ore 21 circa

…e che strano che in un luogo e in un momento nel quale non me lo sarei mai aspettato, mentre tra i caldi legni di un locale attendo una semplice pizza che non si rivelerà nemmeno un granché, qualcuno metta in diffusione, a volume moderato e per nulla disturbante, questo vecchio pezzo dei My Bloody Valentine, tratto da quell’album per me musicalmente ed emozionalmente così significativo… così tanto tempo fa!

A quel suono così profondamente radicato nella mia anima corrisponde ora una determinazione ed una positività a me quasi sconosciuta, tutta riversata sulla persona accanto a me e sulle tante cose, di natura ben diversa tra loro, che insieme o singolarmente si vivranno. Presto, per ora, o anche più in là nel tempo…

impossible

27 settembre, ore 17.35

Una tiepida giornata autunnale; le ombre che a quest’ora vanno pian piano allungandosi, mentre attraverso verdi vallate, luoghi mai conosciuti, nei quali sono forse passato solo troppo tempo fa per potermelo ricordare. Osservando questi luoghi, intanto vivo ancora qualcosa di nuovo, come sempre di forse apparentemente poco significativo nella sua piccolezza. In queste riflessioni ed in questi momenti mi accompagna la adattissima musica autunnale dei Clientele, le cui uggiose brume britanniche, tra una lettura e uno sguardo, riesco anche finalmente a condividere con chi mi sta accanto. Chi l’avrebbe detto, solo pochi anni fa, che un giorno sarei tornato ad ascoltare musica così “lieve”? chi l’avrebbe detto che avrei vissuto anche questi istanti così inediti? Sembrava impossibile fino a poco tempo fa, quando vedevo altri fare all’incirca le stesse cose. Sembrava che tutto ciò non sarebbe mai successo a me, eppure sono qui ad attendere con serenità la nuova esperienza che andrò a vivere, guardando finalmente in faccia a testa alta la vita, con leggerezza ma anche con grande consapevolezza, nell’animo e nella musica che ascolto in questi momenti.

Se solo lo si desidera e si ha la costanza di perseguirlo, niente è davvero impossibile…

(please) lose yourself in me

Come sempre, c’è meno voglia di parole quando è la vita a prendere il sopravvento, anche e soprattutto in tante piccole cose, in apparenza insignificanti. Tuttavia, so già che certi momenti mi mancheranno, una volta ripresa – tra breve – la solita vita, anche se sono convinto del fatto che la loro esistenza non dipenda dalle circostanze ma principalmente del modo nel quale esse vengono affrontate: non si tratta soltanto di contesti ma soprattutto di precondizioni sostanziali, da vivere sempre più abbandonandosi alle pur fugaci emozioni che attimo dopo attimo la vita può regalarci.

Sembra strano che proprio io – da sempre attento a filtrare gli attimi attraverso sovrastrutture razionali – riesca al tempo stesso a farmi guidare da un flusso emozionale originato momento per momento, ma in fondo credo di esserne in grado proprio perché alla base di tutto ciò vi è una certa sicurezza e convinzione razionale di base. E poi, cosa importa se a volte tale flusso non viene in tutto e per tutto recepito e se certi elementi non risultano esattamente come nelle aspettative? Come scrivevo qualche giorno fa, non è di soddisfazioni parziali che vado alla ricerca, anche se – sia ben inteso – non è che queste manchino del tutto, anzi ce ne sono tante e provengono proprio da quelle tante piccole cose quotidiane che si ha occasione di vivere e che niente può e deve far passare in secondo piano nella riflessione e nel ricordo, perché razionalmente (!) preferisco di gran lunga poter ora rilevare serenamente tutto ciò che magari, com’è avvenuto, apprezzare qualche gratificazione momentanea in più per poi tornare, poco dopo, ad essere preoccupato, insoddisfatto ed in tumulto.

writing to st. peter

In quattro mesi di elucubrazioni sparse su queste pagine, non ho (quasi) mai parlato di argomenti seri o di interesse generale, se si eccettua il caso del recente, disperato referendum: ma oggi mi sento proprio di farlo.

Oggi, 20 settembre, si celebra (neanche poi troppo) l’anniversario della breccia di Porta Pia ma, come vado dicendo da anni, il potere temporale dello Stato Pontificio non è mai crollato, anzi da allora i suoi confini sembrano sempre più coincidere con quelli della nostra Italietta.

Non più tardi, di ieri vengo ad apprendere le dichiarazioni di un c.d. “alto prelato” in merito alle c.d. “unioni civili” (omosessuali o eterosessuali che siano) ed a qualche sensata ma velleitaria proposta di una loro possibile regolamentazione legislativa. Ebbene, “sua eminenza” mi viene a fare una bella lezione di diritto costituzionale, dicendomi che le unioni civili sarebbero contrarie alla Costituzione repubblicana. Manca poco che non si tiri in ballo il limite dell’ordine pubblico o la tutela della stirpe!!! Ma è possibile che sia “sua eminenza” a dovermi fare lezione di dottrina costituzionale?

Purtroppo, in questo nostro povero (moralmente) paese, la dottrina e le indicazioni legislative sono spesso provenute da oltretevere e ritengo che anche questa volta le speranze di poter vivere in uno Stato autenticamente laico saranno frustrate. Il fatto è che in Italia, per semplicistico spirito di contrapposizione partigiana, si sono sempre confuse, nel dibattito su temi latamente morali, le opinioni personali con l’opportunità, per l’ordinamento, di regolare e prevedere determinati istituti. Essere a favore della regolamentazione legislativa del divorzio, dell’aborto, della fecondazione assistita, dei patti di civile solidarietà non significa necessariamente desiderare porli in pratica nella propria vita personale; così, ritenere questo ed altro estraneo al proprio modo di vivere e pensare non deve implicare la generale limitazione per legge di quei diritti. Si tratta infatti soprattutto di una questione di diritti: e non parlo di matrimonio, adozione o simili, sui quali si potrebbe discutere da qui all’eternità, ma semplicemente di un trattamento non deteriore nella vita quotidiana e nel godimento dei diritti civili – quelli sì, costituzionalmente garantiti – fondato sull’altro principio cardine del nostro ordinamento ovvero l’eguaglianza formale e sostanziale.

Anch’io, nel corso degli anni ed ancor più di recente, ho gradualmente mutato alcune mie idee su tali argomenti: chi l’avrebbe detto che non sarei stato più così contrario al matrimonio? Chi l’avrebbe detto che addirittura sento il bisogno di entrare in chiesa una volta a settimana in pieno raccoglimento spirituale? Ma non per questo può cambiare la mia sensibilità umana e laica, né posso tanto meno pensare di farmi parametro della legge dello Stato! L’ordinamento statale ha il compito di emanare disposizioni tali da rendere quanto più effettivo possibile il godimento dei diritti civili in maniera quanto più equa possibile: poi, una volta lasciato libero di usufruire di una determinata sfera di libertà, sarà il cittadino a poter scegliere, secondo la sua moralità individuale, il grado di libertà che riterrà più adatto alla propria vita. Ma le alte sfere ecclesiastiche hanno sempre diffidato dell’autonomia individuale, forse non ritenendo l’essere umano in grado di autodeterminarsi secondo la propria coscienza e quindi sempre bisognoso di una guida: così, le gerarchie ecclesiastiche hanno sempre tenuto sotto il proprio tallone la “pontificia repubblica italiana”, condizionando le scelte legislative dei governanti e le opzioni morali (e politiche!) dei cittadini. Sarà così anche questa volta? Prevarranno ancora interessi politici da bottega ed il terrore di qualche scomunica terrena o ultraterrena?

Intanto, per l’ennesima volta, la gerarchia ecclesiastica, ai suoi massimi livelli, entra nel dibattito politico italiano, confermandosi come la più influente e trasversale fonte di condizionamento delle scelte legislative di uno Stato democratico e, almeno in apparenza, laico…

summer days in bloom

Ho sempre preferito i mesi freddi ed il clima invernale, nel quale in sublime della natura ha solitamente maggior modo di esprimersi con la forza degli elementi e quell’aria vivificante, limpida e cristallina. Invece, è già il secondo anno che mi sorprendo a dispiacermi un po’ dell’imminente fine (almeno astronomica) della stagione estiva: nonostante qualche pur piacevole temporale dei giorni scorsi, stamattina il sole è tornato caldo, ad illuminare queste giornate romane dolci e dense di momenti ed eventi, fors’anche trascurabili ma non per questo insignificanti.

Un anno fa, mentre Hayden cantava nelle mie orecchie This summer ed io pensavo ad un’estate in grado di durare per sempre, mi interrogavo se quella potesse essere soltanto una stagione felice ed unica ma allo stesso tempo passeggera ed in fondo vi era una sorta di timore che potesse restare solo tale. Invece le stagioni sono trascorse e l’estate tornata ed anche trascorsa nuovamente: un’estate in parte diversa dalla precendente, ma non per questo da non ricordare, anzi in essa ho potuto apprezzare il dolce della vita anche tra altre sensazioni meno gradevoli. Così, i momenti belli sono stati ancor più importanti e ad essi sono riuscito a dare un giusto peso, non solo di per se stessi ma anche in un contesto che, obiettavimente, non può essere composto soltanto da essi. La città di Roma, finalmente vissuta in maniera più intensa, sta facendo da cornice a questi giorni, come ha già fatto nel mese di luglio: purtroppo ora un ritmo di vita cui mi ero abituato è vicino alla sua parziale conclusione, ma del resto non si può vivere sempre in vacanza. Ma non per questo le cose potranno cambiare, perché si tratta di eventi inevitabili, un po’ proprio come il passare delle stagioni, e in fondo quest’altra è estate sarà comunque servita a comprendere tante cose, a vivere tanti momenti – non solo piacevoli – e la sua importanza non sarà, alla fine, per nulla inferiore a quella della precedente.

Così, anche quest’anno avrò tanti giorni e tanti eventi da conservare nella memoria, mentre ancora penso che la durata dell’estate e la costante presenza di un caldo sole non dipenda soltanto da motivi meteorologici. Sarà per questo che già accolgo, con la consueta gioia e senza tracce di malinconia, le prime gocce di pioggia e le prime folate di vento fresco e, nonostante sia solitamente freddoloso, non temo le intemperie della stagione invernale, perchè anche in essa penso di poter sentire sempre il tepore di quel sole estivo che mi ha carezzato in questi mesi, come già aveva fatto persino durante lo scorso inverno… 

human behaviour

Ho scritto più volte come mi capiti di interiorizzare fortemente alcune vicende cui, direttamente o indirettamente, mi capita di assistere o delle quali in qualche modo ho notizia. Ovviamente non capita sempre, ma, com’è logico, dipende sia dalla tipologia dei fatti, sia soprattutto dalle persone.

Non dovrei avere particolari ragioni personali per riflettere su scelte compiute, ragioni, sentimenti, opportunità, ma non riesco a fare a meno di partecipare agli eventi e cercare di immedesimarmi in certe situazioni.

Tutte queste premesse per rilevare soltanto ancora come spesso la vita ci ponga di fronte a scelte ed opzioni non solo tali da influenzare l’esistenza di altre persone, ma soprattutto il nostro modo di pensare ed affrontare la vita. Sono bastate poche parole per farmi riflettere: tutto intorno, anche da fonti imprevedibili, osservo una vorticosa ricerca di una vita “facile”, di soddisfazioni effimere che trascurano uno sguardo in prospettiva. Tanto poi, comunque dovessero andare le cose, si potrà sempre cercare di cancellare quanto vissuto, di trascurarne l’importanza rischiando di farsi pian piano scivolare addosso persino le emozioni più intense e di non rendersi più conto delle cose veramente importanti.

È vero, sono il primo a piangersi addosso, cercando a volte con me stesso giustificazioni per qualsiasi evento, ma tanto più spesso riesco ad essere spietato nei miei stessi confronti. Forse anche per questo finisco per vivere male persino i momenti belli, senza riuscire ad apprezzarli fino in fondo. Con il tempo, da questo punto di vista, sto lentamente cambiando in meglio: eppure, la capacità di cogliere l’attimo e vivere singoli momenti non riesce a distogliermi dalla mia ferma visione in prospettiva del lungo periodo. Del resto, ho da sempre detto di non cercare piccole soddisfazioni passeggere che, col tempo, lasciano il tempo che trovano, di puntare (per usare una metafora ciclistica) alle lunghe corse a tappe anziché alle corse di un solo giorno. Certo, vanno apprezzati i piccoli piaceri quotidiani ed è una gioia dell’anima tanto viverli che cercare di farli provare, ma tutto ciò non deve distogliere dalla considerazione della sostanza che risiede sotto quelle manifestazioni, perché se esse fossero soltanto fini a se stesse diverrebbero insignificanti, mentre, per quanto sia a volte gravosa, la loro relativa assenza riuscirebbe più facilmente tollerabile in presenza di fondamenta a volte nascoste ma ben stabili.

Visto che ho già detto come la pazienza sia uno dei miei pochi pregi, alcune mie reazioni confermano come essa si esprima anche nel dare maggiormente peso alla sostanza che a tanti pur piacevoli elementi accessori. Non sempre è facile assumermi questa responsabilità, perché a volte gradirei più spesso qualche soddisfazione momentanea a far da cornice ed abbellimento ad elementi fondamentali ma talvolta troppo essenziali, soprattutto perché, con mia grande sorpresa, mi sono reso conto di riuscire, nel mio comportamento, ad evitare di scindere forma e sostanza, breve e lungo periodo.

Tra i tanti attributi, tempo fa qualcuno mi diede del cerebrale ed in fondo non si sbagliava, tanto che già allora non intesi quel termine nell’accezione vagamente negativa di chi lo pronunciò. Penso che la felicità non si possa costruire da un momento all’altro, ma che la sua ricerca (alla quale siamo, volenti o nolenti, perennemente condannati) passi attraverso tempi lunghi e ponderazioni profonde, travalicanti anche le reazioni impulsive che a volte si può essere tentati di porre in pratica. Quelle reazioni necessitano di un controllo razionale a monte, prima del loro possibile insorgere e, in mancanza di esso, nessuna parola, nessun consiglio o invito alla riflessione razionale può essere in grado di contenerle, rischiando invece soltanto di produrre effetti più negativi.

Sembra strano che a scrivere queste cose sia proprio io che in fondo mi faccio guidare così tanto dalle emozioni, ma tutto sta nel cercare di contenere il loro flusso impetuoso in argini non angusti ma solidi, in modo che il loro corso possa essere produttivo, evitando così esondazioni distruttive. Non pretendo di esserci riuscito, anzi le elucubrazioni lasciate in pochi mesi su queste pagine stanno a testimoniare tutt’altro, ma penso che, pur a momenti alterni, credo di essere sufficientemente in grado di bilanciare i due aspetti senza soffocare le emozioni, quando queste sgorgano dall’anima, nel contempo controllando le possibili derive da una prospettiva ancora per nulla vicina né tanto meno scontata, se non si è disposti tutti i giorni anche a qualche piccolo sacrifico temporaneo, pur di raggiungerla.

my music reviews: port-royal

Per la prima volta ho avuto modo di recensire un disco di un gruppo italiano e sono davvero stato contento di averlo fatto. Si tratta del primo lavoro dei genovesi Port-Royal: un esordio davvero sorprendente anche se da qualche parte troppo incensato. Sta di fatto che è un album di grande respiro internazionale, del quale si può parlare bene senza dover enfatizzare la stranezza del fatto che sia prodotto da un gruppo italiano. Anche se si colloca nel solco di tanta musica elettronica mitteleuropea e di tante dilatate e sognanti produzioni nordiche (Sigur Rós, Stafrænn Hákon, etc.) il lavoro riesce a tenersi al di fuori di prevedibili schemi musicali, coniugando stili e costruzioni in maniera pregevole e per nulla banale.

La recensione completa è qui.

my compilations: #19

Quando mancano appena due settimane al secondo anno trascorso dalla prima delle mie compilation, a testimonianza di un periodo – almeno da questo punto di vista – piuttosto fertile, ecco arrivare la diciannovesima, a completare una sorta di ideale trittico insieme alle due precedenti. Questa volta, filo conduttore della raccolta sono i suoni elettronici, seppure utilizzati ed interpretati con stili alquanto diversi nelle varie tracce.

Il titolo è tratto da un brano compreso nel recentissimo lavoro di Library Tapes, che purtroppo non ha trovato spazio in questa raccolta, ma che mi riprometto di utilizzare qualora in futuro dovessi porre in pratica l’ostico tentativo di mettere insieme una nuova compilation tutta a base di pianoforte, come già feci, senza eccessiva perizia, alla fine del 2003. La copertina perpetua invece la mia recente tendenza verso figure “a colore dominante” ed in genere piuttosto minimali. È questa:

19cover

La raccolta si intitola appunto “in a safe place…somewhere near your heart” ed i brani in essa contenuti sono i seguenti:

 

01. port-royal – spetsnaz/paul leni (edit)

02. the remote viewer – i’m sad feeling

03. music a.m. – elle

04. colleen – i’ll read you a story

05. montag – figures of a new color

06. susumu yokota – purple rose minuet

07. royksopp – dead to the world

08. yellow 6 – as seen from above

09. helios – grand ronde

10. ezekiel hönig & morgan packard – planting broken branches pt.1

11. piano magic – this heart machinery

12. anorak – little closed road

13. sepia hours – take it for the mood

14. the album leaf – micro melodies

15. blindfold – myrkfalni

16. efterklang – antitech

[rafcd19]

my life spins round your every smile

Tornare a casa ancora a tarda notte, dopo una lunghissima camminata, mentre la città intorno va pian piano addormentandosi e sentire di nuovo un piacevole fresco sulle braccia, col cielo che va coprendosi in attesa della probabile pioggia delle prossime ore.

Ora che l’estate va spegnendosi, inizio a ritrovare il piacere dei miei spostamenti notturni, mi sento tra i pochi privilegiati a poter godere certi momenti, come se si trattasse di una setta carbonara che solo in certi periodi dell’anno resiste a ritmi compassati e sonnolenti ed anche a tanti disagi, mentre d’estate tutt’intorno c’è più gente e più confusione, di quella caciarona, incapace di cogliere certe sensazioni sospese sulle strade e tra le luci della città. Ora riprendo ad apprezzare meglio anche la musica che mi accompagna nei miei tragitti, che cerco di scegliere sempre in maniera acconcia per l’orario e la circostanza. Questa sera mi hanno accompagnato – neanche a dirlo – ancora i Sigur Rós, con il loro lavoro che, dopo oltre un mese di metabolizzazione, sto riuscendo ad apprezzare sempre più, soprattutto perché è musica per anime riflessive ma serene e capaci, attraverso essa, di elevarsi su un grado di quieta consapevolezza, tale da far vivere gli eventi quotidiani in maniera pacata, razionale, ma al tempo stesso di farsi condurre dalle emozioni.

Allora, succede che ho passato un fine settimana stupendo, indimenticabile, fatto di tante piccole e grandi cose; succede che vengo ad apprendere qualcosa che razionalmente non dovrebbe farmi per nulla piacere, ma ciononostante subentra in me l’emozione profondamente radicata che mi porta da subito ad oltrepassare eventi estranei al mio essere ed alla mia vita attuale. È vero, se ci ripenso e mi metto a ragionarci su, mi potrei anche arrabbiare, e molto, anzi, l’ho già fatto. Ma ci sono cose che vanno oltre. Così, tutto ciò diventa ulteriore strumento di conoscenza di me stesso, delle mie reazioni e dei miei sentimenti e, come già mi sembra, persino veicolo per rinsaldare una consapevolezza e farla diventare condivisa, nel momento in cui non vi sono più dubbi su quanto fino a poc’anzi sembrava nebuloso ed incerto.

Oggi più che mai ho imparato a conoscermi ed ho compreso (ma non ce n’era bisogno!) ciò che provo e desidero; adesso non mi sento più il solo a desiderarlo, senza dubbi od ombre. Adesso mi pare che il centro gravitazionale della mia vita sia di nuovo saldo, così questo non può essere altro che un importante momento di passaggio, tale da segnare finalmente il superamento (e non credo di essere troppo ottimista…) dei tanti tormenti ed incertezze manifestate negli ultimi mesi.

Certe cose si sentono e quindi mi auguro di non essere smentito, anche per poter tornare a scrivere (di meno?) su queste pagine di argomenti forse meno profondi ma al tempo stesso meno contorti ed autoreferenziali. 

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