Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

writing to st. peter

In quattro mesi di elucubrazioni sparse su queste pagine, non ho (quasi) mai parlato di argomenti seri o di interesse generale, se si eccettua il caso del recente, disperato referendum: ma oggi mi sento proprio di farlo.

Oggi, 20 settembre, si celebra (neanche poi troppo) l’anniversario della breccia di Porta Pia ma, come vado dicendo da anni, il potere temporale dello Stato Pontificio non è mai crollato, anzi da allora i suoi confini sembrano sempre più coincidere con quelli della nostra Italietta.

Non più tardi, di ieri vengo ad apprendere le dichiarazioni di un c.d. “alto prelato” in merito alle c.d. “unioni civili” (omosessuali o eterosessuali che siano) ed a qualche sensata ma velleitaria proposta di una loro possibile regolamentazione legislativa. Ebbene, “sua eminenza” mi viene a fare una bella lezione di diritto costituzionale, dicendomi che le unioni civili sarebbero contrarie alla Costituzione repubblicana. Manca poco che non si tiri in ballo il limite dell’ordine pubblico o la tutela della stirpe!!! Ma è possibile che sia “sua eminenza” a dovermi fare lezione di dottrina costituzionale?

Purtroppo, in questo nostro povero (moralmente) paese, la dottrina e le indicazioni legislative sono spesso provenute da oltretevere e ritengo che anche questa volta le speranze di poter vivere in uno Stato autenticamente laico saranno frustrate. Il fatto è che in Italia, per semplicistico spirito di contrapposizione partigiana, si sono sempre confuse, nel dibattito su temi latamente morali, le opinioni personali con l’opportunità, per l’ordinamento, di regolare e prevedere determinati istituti. Essere a favore della regolamentazione legislativa del divorzio, dell’aborto, della fecondazione assistita, dei patti di civile solidarietà non significa necessariamente desiderare porli in pratica nella propria vita personale; così, ritenere questo ed altro estraneo al proprio modo di vivere e pensare non deve implicare la generale limitazione per legge di quei diritti. Si tratta infatti soprattutto di una questione di diritti: e non parlo di matrimonio, adozione o simili, sui quali si potrebbe discutere da qui all’eternità, ma semplicemente di un trattamento non deteriore nella vita quotidiana e nel godimento dei diritti civili – quelli sì, costituzionalmente garantiti – fondato sull’altro principio cardine del nostro ordinamento ovvero l’eguaglianza formale e sostanziale.

Anch’io, nel corso degli anni ed ancor più di recente, ho gradualmente mutato alcune mie idee su tali argomenti: chi l’avrebbe detto che non sarei stato più così contrario al matrimonio? Chi l’avrebbe detto che addirittura sento il bisogno di entrare in chiesa una volta a settimana in pieno raccoglimento spirituale? Ma non per questo può cambiare la mia sensibilità umana e laica, né posso tanto meno pensare di farmi parametro della legge dello Stato! L’ordinamento statale ha il compito di emanare disposizioni tali da rendere quanto più effettivo possibile il godimento dei diritti civili in maniera quanto più equa possibile: poi, una volta lasciato libero di usufruire di una determinata sfera di libertà, sarà il cittadino a poter scegliere, secondo la sua moralità individuale, il grado di libertà che riterrà più adatto alla propria vita. Ma le alte sfere ecclesiastiche hanno sempre diffidato dell’autonomia individuale, forse non ritenendo l’essere umano in grado di autodeterminarsi secondo la propria coscienza e quindi sempre bisognoso di una guida: così, le gerarchie ecclesiastiche hanno sempre tenuto sotto il proprio tallone la “pontificia repubblica italiana”, condizionando le scelte legislative dei governanti e le opzioni morali (e politiche!) dei cittadini. Sarà così anche questa volta? Prevarranno ancora interessi politici da bottega ed il terrore di qualche scomunica terrena o ultraterrena?

Intanto, per l’ennesima volta, la gerarchia ecclesiastica, ai suoi massimi livelli, entra nel dibattito politico italiano, confermandosi come la più influente e trasversale fonte di condizionamento delle scelte legislative di uno Stato democratico e, almeno in apparenza, laico…

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Una risposta a “writing to st. peter

  1. utente anonimo 23 settembre 2005 alle 17:49

    IL CARDINAL RUINI CONTESTATO DAGLI STUDENTI A SIENA
    Ripetuti fischi e grida hanno disturbato questo pomeriggio la cerimonia di conferimento del premio “Liberal” al presidente della Cei, Card. Camillo Ruini. La sala del palazzo Chigi Saracini che ospita la manifestazione era gremita di invitati, ma un gruppo di giovani aveva preso posto sullo scalone e nella sala adiacente. Al termine della relazione del presidente della Fondazione Liberal Fernando Adornato, mentre lo stesso presidente stava consegnando il premio al card. Ruini, si e’ sentito ripetere piu’ volte la parola “vergogna” e si levavano salve di fischi. Adornato a questo punto ha provato ad ironizzare ricordando che “in America i fischi equivalgonmo agli applausi”, ma alcuni striscioni comparsi all’improvviso tra i giovani hanno smentito questa interpretazione. “Vogliamo fare un pacs avanti nei diritti”, “siamo tutti omosessuali”, “Libero amore in libero stato”. La manifestazione e’ stata interrotta per qualche minuto.

    VOGLIO ANDARE A VIVERE IN TOSCANA!!!!!!!!

    Francesco

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