Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

Archivi Mensili: ottobre 2005

note su note [5]

I post del mese di ottobre hanno avuto per titolo i seguenti brani:

svo hljótt: sigur rós – takk… [emi 2005]

still point: flying saucer attack – further [domino 1995]

a passing feeling: elliott smith – from a basement on the hill [anti 2004]

enemy of time: hood – cold house [domino 2002]

soul meets body: death cab for cutie – plans [atlantic 2005]

mountains made of steam: thee silver mt. zion memorial orchestra – horses in the sky [constellation 2005]

chocolate staircase: dead flowers – moontan [mystic stone 1992]

rage: man: mogwai – stanley kubrick e.p. [chemikal underground 1999]

for all the marbles: amandine – this is where our hearts collide [fat cat 2005]

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rage: man

In questo momento non dovrei essere a casa a scrivere queste inutili righe di commento alla manifestazione contro il disegno di legge di riforma della scuola e dell’università, perché oggi sarei dovuto essere tra le migliaia di studenti, colleghi precari del cognitariato, docenti e rettori che fianco a fianco hanno cercato di far capire a questo governo sordo e irresponsabile che la civiltà di un Paese si dimostra anche nell’attenzione rivolta alla cultura ed alla formazione (appunto, la civiltà e maturità di questo Paese sono sempre più prossime allo zero…).

Se non ho partecipato alla manifestazione è stato un po’ perchè non sono mai stato il tipo da corteo (anche se, quando è stato necesario, non mi sono sottratto) e soprattutto perchè in questo periodo, dopo tanto tempo sprecato, devo cercare di concentrarmi sui miei prossimi impegni.

Comunque, non sto qui ad analizzare il merito della protesta, che ho seguito con costante attenzione condividendola in pieno, poiché peraltro mi riguarda in prima persona. Ho seguito le prime informazioni della tv di Stato in proposito: ovviamente la notizia è stata solertemente relegata dopo una ventina di minuti di telegiornale, quindi forse qualche piccolo e prevedibile momento di tensione potrà forse servire a dare un minimo di rilievo alla notizia. Ma leggendo le ultime cronache, riesco a stento a trattenere un’amarissima risata: ho appena letto dello scherno di alcuni deputati della maggioranza nei confronti dei manifestanti (lo ricordo: non certo solo giovani disobbedienti dei famigerati centri sociali, ma anche autorevoli docenti!) e in particolare del dito medio alzato verso di loro da parte della deputata Daniela Santanché.

Ce l’avete presente? Quella tizia che si erge sempre ad arbitra elegantiarum, pronta a spigolare su qualsiasi argomento di moda, costume o affini con il suo plastico lifting e le sue pettinature che paiono disegnate da Giugiaro! Ma ce la vedete, una così assidua frequentatrice dei c.d. "salotti bene", a fare un gesto simile? Di questo passo qualcuno, di fronte alle difficili situazioni economiche, finirà per consigliarci di mangiare brioches!

Purtoppo la tracotanza del potere, la mancanza di rispetto ed il profondo vuoto culturale porta ed episodi che nemmeno le più velenose parodie avrebbero potuto immaginare. Purtroppo il dramma di questo Paese è che la realtà supera sempre più spesso l’immaginazione perchè il modo in cui è condotto è talmente tanto grottesco da suscitare persino un’amarissima ilarità.

Per quanto ancora bisognerà resistere, contemplando simili spettacoli?

chocolate staircase

Una domenica intensa, molto diversa dalle solite: svegliarsi all’alba per tornare in luoghi noti, solitamente legati soltanto a poco piacevoli questioni lavorative, questa volta per una giornata di svago e libertà, fortunatamente assistita anche da un clima dolce e soleggiato.

È meraviglioso notare come in occasioni del genere tutto sembri andare nel verso giusto, così come tutto – luoghi, occasioni, situazioni – venga osservato da un diverso punto di vista, tale da arrivare a trasformare persino le sensazioni prodotte dall’aria e dalla luce e la stessa percezione del mondo circostante. Mancavo da quei luoghi dal mese di giugno, ma appunto l’occasione era totalmente diversa, così come anche il mio spirito,e soprattutto ero solo. Quasi mi sorprende ricordare solo ora il mio inquieto stato d’animo di quel giorno, di quel viaggio, e gli incerti pensieri cui all’improvviso qui diedi sfogo. Allora, nubi scure si affacciavano al termine di una giornata ormai estiva, mentre mi interrogavo se mai il mio "viaggio" avrebbe conosciuto una meta stabile; ora invece una bellissima giornata d’ottobre dall’aria cristallina incornicia tante immagini destinate a rimanere impresse nella mia mente, alle quali posso anche dare il significato di un’altra delle necessarie esperienze di autoconsapevolezza, grazie alle quali non vi è bisogno di interrogarsi tanto, poiché risulta più che sufficiente cio che si vive.

È probabile che non abbia vissuto nulla di eccezionale, anzi tutto ciò a qualcuno potrebbe apparire fin troppo banale e probabilmente è proprio così: ma sono questi gli eventi ai quali attribuisco maggiore significato, perchè le cose importanti si costruiscono piano piano ed anche a quelle più piccole va tributato il loro giusto significato, senza dover a tutti i costi cercare l’eccesso o inseguire chimere di soddisfazione che non fanno altro se non nascondere disagio interiore ed un’infantile incontentabilità.

Per una volta, tutto è andato per il verso migliore; tutto sembrava come disegnato in maniera perfetta per noi, soltanto perchè lo vivessimo e lo riempissimo con la nostra esistenza.

Se lo si vuole e si ha fantasia e volontà, anche una scala di cioccolato può condurre in paradiso….

my compilations: #20

Ho da poco terminato la mia ventesima compilation musicale, il cui titolo era in realtà già stato stabilito prima delle riflessioni qui scritte negli ultimi giorni. Questa volta si tratta di una raccolta piuttosto leggera, a tratti quasi pop: sembra strano che sia già la seconda del genere in appena sei mesi, ma niente paura: è già in fase di lavorazione la prossima, che sarà invece molto lenta, introspettiva ed autunnale.

Lo stesso titolo – tratto da un brano di Salim Nourallah – è piuttosto ironico e posto in voluto ed evidente contrasto con i toni del suo contenuto, con ciò intendendo che la risposta ideale a quanto del mondo possa ferirci può essere ricercata anche nella musica, per una volta un po’ meno triste del solito… 

Altrimenti non resta che cercare convulsamente di scappare! 

La tracklist della raccolta è la seguente:

20cover 

01. death cab for cutie – someday you will be loved

02. pernice brothers – there goes the sun

03. the clientele – impossible

04. readymade – rehearsed disaster

05. finn – it may not last

06. acid house kings – saturday rain

07. malcolm middleton – devastation

08. john vanderslice – exodus damage

09. james william hindle – silence

10. laura veirs – rialto

11. american analog set – sharp briar

12. clue to kalo – the just is enough

13. sufjan stevens – chicago

14. devendra banhart – heard somebody say

15. yann tiersen w/stuart a. staples – a secret place

16. cranebuilders – trouble is…

17. salim nourallah – the world is full of people who want to hurt you

18. holopaw – little shaver

19. iron & wine w/calexico – 16, maybe less

20. amandine – over the trenches

[rafcd20]

mountains made of steam

So bene di dire un’enorme banalità, ma a volte il mondo in cui viviamo è davvero ingiusto! Lo è sia a livello macroscopico – è inutile tornare a sottolinearlo – ma anche, troppo spesso, nelle piccole vicende che tutti i giorni ci si trova a vivere o ad osservare.

Adesso mi è piuttosto difficile mantenere lo stile criptico che di solito caratterizza le mie incursioni su queste pagine, perché negli ultimi due-tre giorni ne ho viste davvero tante, benché fortunatamente non tutte concernenti la mia persona. Che dire? La piccola "galleria degli orrori" della vita quotidiana è composta dalla solita mancanza di meritocrazia, dall’abituale scissione tra forma e sostanza e dai successi conseguiti senza l’impegno necessario se non addirittura attraverso stratagemmi e giochi decisamente "sporchi", tali da arrivare addirittura ad infangare la correttezza di persone forse non del tutto apprezzabili dal punto di vista umano assolutamente irreprensibili nel loro senso di responsabilità ed abnegazione al lavoro.

Brutte lezioni si potrebbero trarre da questi eventi: l’incitamento all’irresponsabilità, quello alla costruzione artata di una personalità, finanche quello all’inganno ed alla falsità, pur di andare avanti.

Ovviamente tutto ciò non mi fa certo vacillare nelle ie convinzioni, anzi le rende ancor più salde, facendomi arroccare nel mio modo di essere "rigido" e pochissimo incline ai compromessi. Eppure, proprio per questo, non posso ignorare quanto mi capita di vivere o osservare, né di avvertire un profondo senso di disagio per l’ingiustizia e l’irriconoscenza che così spesso mi capita di incontrare sulla strada dell’esistenza.

…and the world is sick…

soul meets body

I want to live where soul meets body
And let the sun wrap its arms around me
And bathe my skin in water cool and cleansing
And feel, feel what its like to be new

Cause in my head there’s a greyhound station
Where I send my thoughts to far off destinations
So they may have a chance of finding a place
where they’re far more suited than here

I cannot guess what we’ll discover
We turn the dirt with our palms cupped like shovels
But I know our filthy hand can wash one another’s
And not one speck will remain

I do believe it’s true
That there are roads left in both of our shoes
If the silence takes you
Then I hope it takes me too
So brown eyes I hold you near
Cause you’re the only song I want to hear
A melody softly soaring through my atmosphere

Where soul meets body
Where soul meets body
Where soul meets body

I do believe it’s true
That there are roads left in both of our shoes
If the silence takes you
Then I hope it takes me too
So brown eyes I hold you near
Cause you’re the only song I want to hear
A melody softly soaring through my atmosphere
A melody softly soaring through my atmosphere
A melody softly soaring through my atmosphere
A melody softly soaring through my atmosphere

(Death Cab For Cutie – Plans, Atlantic 2005)

A volte anche una popsong semplice, leggera e solare può esser sufficiente da sola, più di tante parole, a riassumere attimi di vita e sensazioni generate da momenti vissuti, la cui valenza interiore travalica di gran lunga il loro significato apparente, quello che, se non si ha la capacità di guardare in profondità, è l’unico ad essere colto in superficie.

A volte – non così spesso – corpo ed anima si incontrano… 

enemy of time

ore 17.30

Tempo perso: per assurdo l’unica cosa cui mi sembra di riuscire a dare un senso. Forza di volontà, motivazioni, entusiasmi ridotti praticamente a zero.

Sono in giro per Roma senza meta, con l’unica finalità di veder trascorrere il tempo; minuti che paiono interminabili, in attesa di tornare a vederli passare in modo solo apparentemente costruttivo, ma in realtà parimenti inutile. Intanto rifletto. Troppo, come sempre; e, come sempre, le ipotesi negative e distruttive finiscono per prendere il sopravvento.

Prima o poi, sotto vari aspetti di vita, rimpiangerò tutto questo tempo sprecato, perché – prima o poi – dovrò darne conto, a me stesso innanzitutto.

Forse le mie aspettative di trovare motivazioni ed apprezzamento (ma anche almeno comprensione) erano ancora una volta esagerate, generate dalla solita distorsione adolescenziale di un ideale irenico, che nella realtà non esiste. Certo, lo so che, per la mia sensibilità, sono condannato a non essere mai contento o soddisfatto, ma non posso tollerare con serenità quest’apatia che ogni tanto riaffiora, arrivando a condizionare troppo i miei stati d’animo e, con essi, la mia stessa vita.

So che già domani non sarà così – ed in quel caso, difficilmente ne scriverò – ma intanto è questo ciò che vivo, mentre ancora devo attendere che qualche ora semplicemente passi, inconsapevole della vita che intanto scorre sotto il confortante cielo limpido di questo tardo pomeriggio dai tenui colori, sul colle più alto di Roma…

my music reviews: piano magic monography

Visto che tra poco inizia (anzi, a dire la verità, dovrebbe essere già iniziato…) un periodo non proprio propizio per la mia attività collaterale di critico musicale (bah!), mi pare il caso di segnalare la mia ultima opera nel campo nel quale mi sento più a mio agio, anche perché ho ragione di temere che, salvo imprevisti (tipo che mi prenda il raptus di scrivere qualcosa di serio sulla prossima splendida uscita dell’etichetta Fat Cat, ovvero Amandine), per un po’ di tempo smetterò di tormentare i (due-tre) lettori di queste pagine facendo bieca pubblicità ai miei scritti.

Da un paio di giorni è online il risultato della mia improba fatica di ricostruire ed analizzare l’ampia discografia di Piano Magic. Chi volesse leggere la scheda dovrà armarsi di un bel quarto d’ora di pazienza, data la sua lunghezza, oltre ad impegnarsi a lasciarmi un commento obiettivo (e sottolineo: obiettivo) non solo sulla sua redazione ma anche sui giudizi in essa contenuti.

a passing feeling

"Gli uomini prima sentono senz’avvertire, dappoi avvertiscono con animo perturbato e commosso, finalmente riflettono con mente pura."

(Giovanbattista Vico)

still point

8 ottobre, ore 18 circa

Mentre il mio computer ha da qualche giorno esalato il suo ultimo respiro (questa la causa della mia prolungata assenza da queste pagine), la pioggia continua a scendere incessante su Roma in questo inizio di ottobre, ben più simile ad un assaggio di inverno che ad un autunno dolce e tiepido come quelli sovente offerti da questa città. Ma in fondo la pioggia mi piace e soprattutto non mi dispiace andare in giro ad osservare luoghi ben noti, avvolti da un’atmosfera diversa dal solito.

È questo uno dei periodi dell’anno che più amo, con le giornate sempre più corte e grigie, i primi abiti caldi riportati nelle parti più accessibili dell’armadio e quella piacevole sensazione di tepore da focolare che tanto ispira raccoglimento mentale e fisico. È però questo anche unperiodo nel quale, complice la recente ripresa lavorativa (?!) autunnale, si addensano nella mia mente svariate riflessioni circa l’indirizzo da dare alle mie prossime scelte e le conseguenze che esse inevitabilmente avranno sulla mia vita. Così, spesso mi disorienta il solo guardarmi intorno, non perché non riesca a comprendere con esattezza quanto mi circonda, ma perché ciò sembra implicare ogni volta la domanda a me stesso sui possibili approdi di quelle che – in ambiti diversi – appaiono derive non totalmente da me controllabili. Allora, mi rendo conto di dover gradualmente riavvicinarmi a riprendere in mano le redini delle mie scelte e semplicemente iniziare a maturarle, non facendo molto di più, in fondo, di prender coscienza di situazioni reali, senza unteriormente attendere improbabili cambiamenti di rotta. C’è però ancora qualcosa che mi frena, ovvero il mio senso di responsabilità nel portare per lo meno a termine impegni assunti con tanti sacrifici ormai tanto tempo fa: senza dubbio lo farò, ma soltanto per me stesso, pensando per una volta solo a possibili (per quanto improbabili) benefici futuri.

Quello che è già cambiato rispetto al passato è l’approccio, la mentalità e fors’anche gli obiettivi, ora principalmente concentrati – come ritengo giusto – intorno al primo dei punti fermi fondamentali di una vita, tale da non essere messo in discussione neanche dai miei soliti pensieri negativi, forse originati dalle troppe riflessioni di queste giornate piovose, ma subito dissolti da un semplice sguardo, da un sorriso sotto la pioggia.

Così, la pioggia ed il freddo incipiente, anziché alimentare incertezze, sembrano per una volta consolidare convizioni e preludere a scelte – prima di tutto mentali – dalla maturazione lenta ma inevitabile.

 

…rain on…

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