Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

still point

8 ottobre, ore 18 circa

Mentre il mio computer ha da qualche giorno esalato il suo ultimo respiro (questa la causa della mia prolungata assenza da queste pagine), la pioggia continua a scendere incessante su Roma in questo inizio di ottobre, ben più simile ad un assaggio di inverno che ad un autunno dolce e tiepido come quelli sovente offerti da questa città. Ma in fondo la pioggia mi piace e soprattutto non mi dispiace andare in giro ad osservare luoghi ben noti, avvolti da un’atmosfera diversa dal solito.

È questo uno dei periodi dell’anno che più amo, con le giornate sempre più corte e grigie, i primi abiti caldi riportati nelle parti più accessibili dell’armadio e quella piacevole sensazione di tepore da focolare che tanto ispira raccoglimento mentale e fisico. È però questo anche unperiodo nel quale, complice la recente ripresa lavorativa (?!) autunnale, si addensano nella mia mente svariate riflessioni circa l’indirizzo da dare alle mie prossime scelte e le conseguenze che esse inevitabilmente avranno sulla mia vita. Così, spesso mi disorienta il solo guardarmi intorno, non perché non riesca a comprendere con esattezza quanto mi circonda, ma perché ciò sembra implicare ogni volta la domanda a me stesso sui possibili approdi di quelle che – in ambiti diversi – appaiono derive non totalmente da me controllabili. Allora, mi rendo conto di dover gradualmente riavvicinarmi a riprendere in mano le redini delle mie scelte e semplicemente iniziare a maturarle, non facendo molto di più, in fondo, di prender coscienza di situazioni reali, senza unteriormente attendere improbabili cambiamenti di rotta. C’è però ancora qualcosa che mi frena, ovvero il mio senso di responsabilità nel portare per lo meno a termine impegni assunti con tanti sacrifici ormai tanto tempo fa: senza dubbio lo farò, ma soltanto per me stesso, pensando per una volta solo a possibili (per quanto improbabili) benefici futuri.

Quello che è già cambiato rispetto al passato è l’approccio, la mentalità e fors’anche gli obiettivi, ora principalmente concentrati – come ritengo giusto – intorno al primo dei punti fermi fondamentali di una vita, tale da non essere messo in discussione neanche dai miei soliti pensieri negativi, forse originati dalle troppe riflessioni di queste giornate piovose, ma subito dissolti da un semplice sguardo, da un sorriso sotto la pioggia.

Così, la pioggia ed il freddo incipiente, anziché alimentare incertezze, sembrano per una volta consolidare convizioni e preludere a scelte – prima di tutto mentali – dalla maturazione lenta ma inevitabile.

 

…rain on…

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