Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

sleepless nights

Quella che ha condotto alla giornata ormai al termine è stata un’altra delle mie tante notti insonni. Mi giravo e rigiravo pensieroso, tentato di gettarmi sul mio blog e raccontare in presa diretta la mia notte inquieta. Ma, come spesso capita, ho preferito lasciar sedimentare quei momenti, anche per avere la prova che, come al solito, erano stati provocati soltanto dai miei contorti arrovellamenti mentali, senza alcun fondo reale.

Il fatto è che ultimamente sono più suscettibile del solito e soprattutto mi urta non riuscire a controllare certe situazioni, anche se ciò non dipende né da me né da altri ma da circostanze pur piuttosto banali. È la mia solita tendenza a veder tutto sotto una luce oscura e negativa che a volte riaffiora, probabilmente acuita dai tanti impegni ed incertezze lavorative delle ultime settimane. Tuttavia, proprio in simili momenti mi rendo ancor meglio conto di quello che mi ci vuole per restituirmi serenità, di quello intorno a cui ruota la mia vita e che, volente o nolente, condiziona il mio umore, la mia serenità e le mie notti più o meno insonni, ben più di pensieri di lavoro o affini.

Così, appena all’inizio di questo giorno che sta per finire, mentre girovagavo sulla rete per cercare almeno di stordirmi un po’ per agevolare il sonno, mi sono imbattuto (purtroppo ero troppo stanco per ricordare esattamente dove)  nel testo di Neruda qui riportato, assolutamente calzante rispetto alle mie riflessioni della scorsa notte.

Il tuo sorriso

di Pablo Neruda

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell’ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d’autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell’isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

Non ho dubbi che stanotte non avrò difficoltà a prender sonno. Buonanotte!

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Una risposta a “sleepless nights

  1. utente anonimo 6 novembre 2005 alle 21:53

    Questa poesia è particolarmente bella,soprattutto poi per chi,come me,crede fermamente che un sorriso sia in grado anche di dare un senso ad una giornata che non lo ha…Per quanto riguarda l’avere il controllo delle diverse situazioni,tu m’unsegni che in fondo è meglio così, perchè senza un manuale scritto “ci si può lasciar guidare dai sogni e dalle emozioni, le cose più preziose che esistano”.Il pessimismo lascialo lì dov’è,alla fin fine non serve a nulla!Grazie per il commento sul mio blog,e complimenti per la frase “Se sapessi chi sono…”etc, è molto bella.

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