Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

snow is falling

Mi ha molto colpito l’ultima mail inviatami, appena pochi giorni fa, da una mia amica, coraggiosa, altruista e un po’ incosciente, che da ormai tre mesi sta facendo la lettrice di lingua italiana in un’università straniera.

Beh, non ha propriamente scelto la sua destinazione per il paesaggio affascinante o il clima mite, così da poter conciliare questa sua attività temporanea (è laureata in giurisprudenza) con una specie di vacanza. Ha infatti scelto, desiderandolo fortemente, di andare a Kabul; da lì ogni tanto mi racconta la sua vita e ciò che la circonda. Quest’ultima cronaca non è così diversa dalle sue precedenti, ma ha indotto in me davvero tante riflessioni, forse perché riconosco di essere sempre troppo propenso all’insoddisfazione, oppure perché ha sottolineato in maniera stridente la disparità di vita tra parti del mondo, democrazia da esportare o meno.

La riporto qui senza ulteriori commenti, lasciando ad ognuno le sue considerazioni, ma invitando tutti – me in testa – a pensarci un po’ quando prima di lamentarsi del lavoro, delle proprie condizioni di vita o di qualsiasi piccolo ostacolo possano incontrare le nostre esistenze, in fondo comode e agiate.

E FUORI NEVICA…

 

Gooooooood mooooooorning Italy!!!!!!!!!!!

Qui in realtà il giorno volge al desio…

affamati di notizie da questo paese così lontano, così diverso e che vi affascina tanto?

VENITE ALLORA ATTRAVERSO I MIEI RACCONTI…

 

come sto?

ecco ora la mia nuova dimensione è quella della zingara, un po’ peones che vaga di casa in casa a elemosinare un posto letto. Perché?

Perché non ho corrente elettrica, e le stufe non sono abbastanza per riscaldare casa. il generatore è troppo piccolo e non regge il peso dello scaldabagno, e allora? Allora o mi lavo come le ancelle, crepando di freddo oppure vago di casa in casa chiedendo una doccia!

Per fortuna fa tanto freddo e così non c’è proprio bisogno di lavarsi tutti tutti ma proprio tutti i giorni!

Non inorridite miei cari amici occidentali…è così e basta!

Qui inizia a fare freddo..tanto tanto…oggi poco poco ma un leggero nevischio è comparso su questa città!

Piove e c’è fango in ogni dove…è bellissimo perché ci si sporca con una facilità incredibile…così io per ovviare ai miei pantaloni lunghi, che strusciano per terra me li metto negli stivali…risultato: sembro la personificazione della canzone FASCISTI SU MARTE!!!!!!!!

Sto bene, mi sto facendo in quattro per mandare i miei studenti in Italia con delle borse di studio.

Loro sì, che sono il mio pensiero positivo e bello rispetto a tutte le difficoltà di qua!

Insomma sono dei grandi..oramai condividiamo e condividono con me i loro sogni e aspettative per il futuro….non c’è più quella diffidenza anzi!

Una cosa che mi ha fatto impressione è che parlando con loro sul loro passato, per farli esercitare ad usare l’imperfetto e  il passato prossimo, mi sono accorta che tutti, proprio tutti, non hanno un pensiero felice della loro infanzia!

Quando ho chiesto loro di raccontarmi un’avventura positiva, una cosa bella che ricordano…loro mi hanno detto che non c`e` niente i loro racconti e ricordi sono solo di guerra, di fuggi fuggi, di emigrazione in Iran, in Pakistan, di bombardamenti, di elicotteri, di morti….e io allora che ingenuamente raccontavo le zingarate compiute con i miei amici, con mia sorella, con i miei cugini… mi sono sentita davvero di aver vissuto in un mondo diverso, estraneo e che la bellezza dell’infanzia, la serenità e l’ingenuità di essere bambini non è una dimensione che possono vivere tutti!

Sì il diritto all’infanzia, giusto, ma una cosa è dirlo e una cosa è invece confrontarsi con chi veramente ha avuto negato tale diritto!!!!!

Insomma fa freddo qui, e i bambini girano scalzi e vestiti di stracci…c’è tanta povertà…e così per strada ci sono questi bimbetti che si riscaldano tenendo tra le mani dei barattoli di latta con la brace dentro e chiedono l’elemosina…

La situazione sicurezza è un po’ problematica, non possiamo quasi più uscire…chi lavora per UN ha il divieto assoluto di uscire dopo le nove di sera e  per noi le restrizioni non sono così tante ma comunque bisogna sempre stare molto, molto attenti!

Avete letto di attentati e di bombe…eh sì ci sono state, ma il brutto qui è che dopo un po’ ti abitui…un po’ devi sfidare la sorte, nel senso che all’inizio quando stavo in macchina spesso mi sono chiesta se quel taxi giallo parcheggiato non fosse pieno di esplosivo…poi però per vivere non ci fai più caso o meglio non vuoi più pensarci altrimenti non riesci proprio a vivere!

In realtà questo pericolo è latente in me, in noi che abitiamo qui…è inevitabile, pensi di non pensarci ma poi al minimo botto scatti subito…

A capodanno mi verrà un coccolone!!!!!!!!!!!!!!!!!

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