Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

never lose that feeling

Non so perché, ma non sono mai stato un accanito fruitore di compilation musicali (nemmeno tanto delle mie!), forse per una certa difficoltà nel passare da un artista all’altro, rispetto alla compattezza e fluidità d’ascolto offerta da un album.

Sarà una coincidenza, ma ora che i miei ascolti sono molto meno metodici, mi sto in parte ricredendo, anche perché spesso le compilation costituiscono un’ottima occasione per  scoprire artisti e gruppi nuovi o per riascoltare vecchi brani, magari in versioni alternative.

È quest’ultimo il caso della raccolta Never lose that feeling #1, di recente uscita per l’etichetta Club AC30, che già al primo ascolto mi ha fatto fare un tuffo molto nostalgico nel passato, riportandomi agli anni della mia adolescenza, nei quali iniziavo ad interessarmi seriamente di musica.

Molti dei brani di quell’epoca rappresentano per me un patrimonio indelebile, ed è incredibile come riascoltare alcuni di essi, anche a distanza di tempo dall’ultimo ascolto ed in versioni diverse, li renda familiari e presenti come se li avessi ascoltati per l’ultima volta solo ieri. Ma è proprio quel suono tra fine anni ’80 e inizio ’90 a scorrermi ancora nelle vene, ad essere parte di me. Quel suono ora non esiste più, ma le mie sensazioni, le mie emozioni sono ancora molto vicine a quelle di allora ed io continuo a somigliare, ormai fuori tempo, all’adolescente  insicuro e problematico di quell’epoca.

Never lose that feeling #1 raccoglie sedici brani di gruppi più o meno shoegazer (My Bloody Valentine, Slowdive, Swervedriver, Curve, Spiritualized), rienterpretati da artisti, provenienti da vari Paesi e per me in prevalenza sconosciuti.

Com’è ovvio, non tutte le cover sono indovinate: alcune sono un po’ troppo rock rispetto ai più eterei originali (è il caso di When the sun hits degli Slowdive, qui suonata da Trouble Everyday), mentre molto gradevoli, tra tutte, risultano Angel sigh degli Spiritualized nella versione di Andrew Kenny, Frozen dei Curve rivista dagli Audiotransparent e la rilettura in chiave pop orchestrale di Alison degli Slowdive ad opera di Douglas Heart.

Ma al di là di tutto, riascoltare quei brani, sentendoli ancora vivi, attuali e capaci di trasformarsi è un colpo al cuore di chi li ha vissuti e amati, ormai (purtroppo) ben una quindicina di anni fa.

http://www.clubac30.com/releases/ 

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