Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

wonderful world

Dopo averla fatta decantare un po’ dopo l’acquisto per poterla meglio apprezzare in una lettura più continuativa, sto leggendo la bella raccolta di racconti La fame che abbiamo, di Dave Eggers. All’incirca a metà delle pagine totali, mi sembra già che la breve distanza di un racconto si addica ancor più all’autore rispetto a quella più lunga del romanzo, pur avendo valutato molto positivamente i suoi L’opera struggente di un formidabile genio e Conoscerete la nostra velocità. In questi racconti, Eggers conferma tutto il suo talento, qui espresso in una scrittura ancor più diretta ed efficace, come dimostra la grande valenza simbolica della sua narrazione nei brevissimi racconti di una pagina-una pagina e mezzo, che fungono quasi da interludio tra quelli dotati di una struttura più complessa e di una maggior durata in termini di pagine.

Tra quelli che ho letto finora, mi ha particolarmente impressionato il racconto dal titolo Io e tua madre, nelle cui dodici pagine la voce narrante illustra con distaccata noncuranza alla figlia la meravigliosa vita sua e della sua compagna attraverso i mirabolanti risultati da loro ottenuti. Si tratta però soltanto di aspirazioni utopistiche, la gran parte delle quali mi sento di condividere con Eggers. Così, mentre la voce narrante prepara le salse per i nachos (!) racconta in successione, come se si trattasse delle cose più scontate ed irrilevanti al mondo, del superamento della dipendenza dal petrolio attraverso la conversione all’energia eolica e solare, della deportazione di ogni specie di lobbisti in Groenlandia, della creazione di un unico esercito mondiale per la repressione dei genocidi; e poi della messa al bando dei cartelloni pubblicitari, dell’introduzione di un minimo salariale mondiale, della sconfitta di malattie quali il morbo di Parkinson e l’Aids, della sottoposizione dei network televisivi a sistemi d’accesso democratici e di pubblica utilità, della conversione delle automobili all’elettricità ed anche del divieto per legge che due parenti di primo grado potessero diventare presidenti degli Stati Uniti.

A tutto ciò Eggers aggiunge poi altre imprese a volte anche piuttosto bizzarre, e forse anche grazie ad esse il tono del racconto non risulta per nulla pesante, ma rende bene l’idea di tutte le cose che si dovrebbero e (perché no?) potrebbero fare per rendere migliore questo mondo. A me la lettura di questo racconto, anziché un senso di impotenza umana ed inanità individuale, ha comunicato qualcosa come una strana consapevolezza di ciò per cui ci si dovrebbe impegnare, per poterci lamentare un po’ meno di quanto ci circonda e avviene ogni giorno sotto i nostri occhi. E non per inseguire utopie fini a se stesse, ma per gradualmente acquisire una coscienza – individuale, prima che collettiva – delle tante storture ed assurdità del nostro mondo e, chissà, per il loro superamento, prima o poi.

Annunci

Una risposta a “wonderful world

  1. Angela. 21 dicembre 2005 alle 20:52

    Il mio libro scorre tra le dita e poi ti accordi di essere arrivata alla fine e ne vorresti ancora… ti va di visitare il mio blog?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: