Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

christmas soul

Lei finlandese, lui francese; lei modella, lui musicista: si incontrano a Parigi ed in breve tempo diventano coppia nella vita e nella musica. Dopodiché abbandonano tutto, isolandosi dal mondo per rifugiarsi in una capanna tra i boschi finlandesi, ove trascorrono il tempo nella loro solitudine soltanto componendo e suonando musica.

Il risultato di questa storia, che tanto somiglia a una fiaba per animi romantici ed amanti incalliti della musica e dei paesaggi nordici, è l’omonimo album di debutto della coppia, Mi and L’au (Young God Records 2005); e fiabesca e sospesa non poteva non essere la loro musica, come l’ambientazione nella quale è stata concepita.

Musica spoglia, senza trucchi o sovrastrutture, essenziale nella strumentazione – voce, chitarra acustica e poco altro – e nell’interpretazione dei due; musica per l’anima, da ascoltare in completo raccoglimento, al buio e col termosifone spento, per lasciarsi accarezzare e riscaldare dolcemente dalle note delicate ed un po’ inquietanti delle quattordici piccole gemme di questo lavoro, graditissima sorpresa di fine anno.

La quiete apparentemente immobile creata con grande semplicità da Mi and L’au rende l’atmosfera soffusa ed intensa, permeata da una musica dalla cadenze rallentate con matematica precisione e con la cura che solo l’amore può recare con sé.

È strano come Mi and L’au riescano a richiamare alla mente diverse suggestioni e riferimenti musicali: dalla dilatazione ambientale di How agli accenni drakeiani di I’ve been watching e New born child, dal dolce dialogo acustico di Burns alla danza da carillon di Older, fino alle ispirazioni da colonna sonora della splendida e romantica A word in your belly. Il mood e l’atmosfera, seppur più lievi, non possono non richiamare alla mente i Dead Can Dance o le cose più accessibili dei Current 93; L’au può far pensare a Will Oldham o Devendra Banhart e compagni (non per niente Gentle soul Devendra l’ha scritta per lui), mentre la sottile voce di Mi ha qualcosa dell’intensità oscura di Lisa Gerrard, di quella dilatata di Jessica Bailiff e persino del fascino obliquo di Hope Sandoval. Eppure, il loro album mostra tratti caratteristici e pressoché unici, quasi avesse assorbito la sottile gioia della condivisione della sua scrittura e produzione, così come la luce e l’aria dei luoghi che ne hanno ospitato la nascita, elementi che restituisce da subito al suo ascolto, riuscendo ad emozionare ben oltre quanto le parole possano descrivere, fino ai brividi ed alle soglie della commozione.

È un lavoro sublime, che trasuda amore e dolcezza, sensibilità e contemplazione e che con la magia di queste sue semplici doti, da qualche giorno, mi ha completamente rapito. 

Per un Natale isolazionista…

http://www.younggodrecords.com/prodtype.asp?PT_ID=85&strPageHistory=cat

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2 risposte a “christmas soul

  1. Enver 25 dicembre 2005 alle 22:36

    ottimi, anche live. non so perché non sono entrati fra i miei 20. ho visto la tua classifica sul discobravo, mi piace

  2. utente anonimo 26 dicembre 2005 alle 16:23

    Ormai non dobbiamo nemmeno sentirci……
    L’ho scaricato ed acquistato pochi giorni dopo!
    Francesco

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