Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

love & music: a piano magic interview

Una della cose belle della musica è che in fondo quasi tutti possano parlarne, senza essere per forza "critici" o "esperti" di chissà cosa, ma solo esternando sensazioni da essa prodotte o cercando accostamenti e ricordi da essa indotti. Una delle cose belle dell’ascoltare musica indipendente risiede poi nella facilità di avvicinamento di gran parte degli artisti in questione, con i quali si può riuscire agevolmente a scambiare quattro chiacchiere dopo un concerto o almeno ad avere qualche contatto via mail, da persona a persona, in maniera del tutto autentica e senza filtro alcuno.

Insomma, da un po’ di tempo, di musica scrivo ogni tanto persino io, così con le mie credenziali prossime allo zero, sono andato a chiedere un’intervista a Glen Johnson, mente ed anima di Piano Magic, le cui ultime due opere ho particolarmente apprezzato. Nonostante più di un disguido nelle comunicazioni via mail, l’intervista è stata condotta a termine, anche grazie alla grande disponibilità del mio interlocutore, che non solo mi ha ringraziato di quanto avevo già scritto sulla band ma, dopo la consegna dell’intervista, mi ha voluto dire come fosse rimasto stupito del successo avuto da “Disaffected” tra i redattori e i lettori della webzine (e, su questo, un briciolo di merito me lo voglio arrogare anch’io…), oltre a confermarmi ufficialmente che il 16 febbraio prossimo potrò finalmente assistere ad un suo concerto.

Quello che però mi ha fatto più piacere in tutto ciò è stato riscontrare in uno degli autori che amo di più in assoluto uno spirito ed un approccio alla composizione musicale molto affine a quello che io ho all’ascolto. Non essendo appunto un “tecnico”, credo di avergli posto domande tali da indurlo ad aprirsi e raccontare le sue emozioni di uomo prima che di artista. Mi si è aperto il cuore ed ho sorriso, quando ho letto alcune sue risposte, come per esempio quella in cui pone le emozioni quale elemento indispensabile per la genesi delle sue composizioni, oppure quando in conclusione afferma che la musica che accompagna le esistenze di quanti come me (ed anche lui) non ne possono fare a meno non può da sola contribuire a renderci più o meno felici, poiché quello dipende soltanto da noi…

L’intervista completa è, come di consueto, qui.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: