Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

hard work never pays

Tra i miei tanti difetti, mi sembra di avere una speciale capacità di imbarcarmi – per mero spirito d’iniziativa, buona volontà ed una certa dose di incoscienza – in attività nelle quali i miei interessi personali rilevano ben poco. E tutto ciò, con la mia piena consapevolezza, oltre che voglia di cimentarmi in prima persona e persino un entusiasmo quasi paradossale.

A questo pensavo durante il mio ritorno a casa dopo una giornata nella quale gran parte degli impegni svolti sono per me nati da mie iniziative, assunte per mia stessa decisione senza badare troppo all’immediato cui prodest delle singole situazioni. Sarà che sono un inguaribile altruista e (strano a dirsi) persino un ottimista, poiché è come se nel mio profondo nutrissi la convinzione di poter avere una qualche gratificazione da simili comportamenti. Tanto che non sto certo qui a lamentarmi, ma semplicemente constato una realtà che pure negli ultimi tempi si sta lentamente modificando, con la più consapevole acquisizione, da parte mia, di una certa consapevolezza di come tante mie attività meritino corrispettivi adeguati e debbano portare a qualcosa più di una soddisfazione esclusivamente interiore e morale.

Tuttavia, ora, nonostante questa mia consapevolezza, anziché provare disagio per questo mio modo di essere e per l’ennesima dimostrazione di come un eccessivo altruismo e tanti sforzi lavorativi spesso non paghino, non riesco ad essere scontento della giornata di oggi e, al di là della stanchezza, mi sento anzi piuttosto carico e con la buona sensazione di aver comunque prodotto qualcosa. Certo, è ben probabile che già da domani ricomincerò a pensare un po’ più ai miei interessi e quindi giudicherò negativamente la giornata di oggi, dandomi ancora una volta dello stupido e del perditempo; ma l’intima convinzione di aver fatto qualcosa di produttivo, a prescindere da qualsiasi altra considerazione, mi regala sensazioni positive che probabilmente sarò presto in grado di trasferire in situazioni per me molto più utili.

Intanto, a riprova del mio spirito ora soddisfatto, appena arrivato a casa, ho subito sentito il bisogno di metter su un po’ di musica stranamente leggera: quella degli Stereolab, che hanno accompagnato la scrittura disordinata di queste righe con il loro nuovo lavoro Fab four suture, che me li ha restituiti, dopo tanto tempo, ad un livello almeno accettabile. Ma questa è un’altra storia, della quale magari parlerò un’altra volta, perché potrebbe essere solo il mio attuale stato d’animo a farmi apprezzare il loro ritorno a sonorità per loro più “classiche”, come quelle dell’ottima Excursions into oh, a-oh, in questo momento nelle mie orecchie.   

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