Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

this geography of ours

Non farei che ripetermi se indugiassi ancora sulla stretta relazione esistente tra la percezione della musica e le condizioni climatiche, ambientali ed emotive nelle quali essa viene fruita. Eppure, come tante altre volte mi trovo quasi a stupirmi di come determinate situazioni d’ascolto riescano a far apprezzare al meglio le caratteristiche di un disco.

Così, per farmi riaccompagnare a casa, stanotte, dopo lunga ponderazione la scelta è caduta su “Evening Water Project” (Jonathon Whiskey 2006), secondo album dei Sierpinski, band di Leeds in qualche modo musicalmente imparentata con gli Hood. L’ora, più tarda del solito, acuiva il piacevole freddo della stagione imminente, mentre mi immergevo di nuovo in una solitudine metropolitana quanto mai gradita e nell’intimo silenzio dei miei pensieri, unito a quello impalpabile ma denso di significati della musica che scorreva nelle mie orecchie. Che l’album sia davvero molto bello non l’ho scoperto stanotte, ma questa volta il suo ascolto si è rivelato particolarmente felice, perché ho potuto coglierne con la meritata attenzione le atmosfere sinistramente accoglienti, originate dall’espressiva interazione di pianoforte, chitarre acustiche e soprattutto elettriche, fiati sparsi qua e là nel corso dell’album; quello che colpisce di questo lavoro, oltre all’atmosfera complessiva, a cavallo tra Hood e Mogwai, sono però soprattutto i caldi battiti elettronici, che squarciano l’apparente immobilità del contesto sonoro ma più spesso creano loop essenziali e sinuosi di un fascino accattivante ma emotivamente impietoso, nella sua descrizione dell’intricata geografia dell’anima, così adeguata per le infinte riflessioni di questa tarda serata. 

mp3: This Geography Of OursAbyss

www.myspace.com/sierpinski

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3 risposte a “this geography of ours

  1. francesco23 12 novembre 2006 alle 23:50

    molto bello il disco the silence. me lo sono scaricato incuriosito dal produttore e mi ha subito catturato. grazie per la segnalazione. e anche questo, da quello che si sente su myspace, mi piace molto.
    e poi mi piacerebbe sapere cosa pensi del nuovo disco di damien rice.
    francesco

  2. hengie 14 novembre 2006 alle 23:01

    sono d’accordo, le condizioni (specie emotive) con cui si affronta l’ascolto di un disco influenzano l’impressione che si riceve dall’ascolto… e non solo: secondo me influenzano anche l’effetto che la musica ha poi su di noi (una specie di effetto boomerang o cane che si morde la coda, in un certo qual senso…).
    per quel che riguarda il disco… che dire? l’ennesimo tuo ascolto di qualcosa che non conosco?
    vedrò di recuperare… 🙂

  3. Enver 21 novembre 2006 alle 13:03

    buon disco, specie la traccia 1

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