Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

comets

Came to London to find myself but in ten million people, where do you start?/Drunk at a party, you asked me if I was someone else and I say, "Yeah, if it helps you, I won’t be myself"/Like Japanese poets who capture a Summer in only three lines, with just one kiss, I want to tell you but it takes all night/You just can’t wait for the right time because like comets, it could be the last time/You should always tell them you love them in case you never see them again.

(Piano Magic – The troubled sleep of Piano Magic, Green Ufos 2003)

Ieri, o meglio, stamattina, a notte ormai avanzata, questo splendido brano echeggiava nella mia mente ed anche nelle mie orecchie. Riprenderlo è stata quasi un’esigenza di riflessione e contestualizzazione della realtà contingente, venata di una sottile patina di malinconia o incompiutezza.

La musica ha da sempre quest’effetto su di me, e soprattutto quella in grado di coinvolgere così tanto le emozioni di chi l’ascolta.

Oggi pomeriggio, a poche ore di distanza la mente è riandata inevitabilmente a quel brano, soprattutto per il significato delle sue ultime parole: solo che ripensavo ad esse in maniera molto più positiva, nel senso che in fondo le parole possono anche mancare, pur in presenza di moti d’animo che invece richiederebbero di essere espressi.

La capacità di esternarli non era mai stata il mio forte, ma ultimamente ci riesco molto bene, quasi per una naturale esigenza. Non sono mai stato un fautore del carpe diem, ma preferisco vivere compiutamente gli eventi della vita nel momento in cui essi accadono, esprimendo quanto essi mi comunicano, anziché poi dovermi voltare indietro per coglierne i lati positivi quando essi possono rappresentare soltanto un ricordo, seppur piacevole. Così, all’immediato senso di incompiutezza, segue facilmente una gratificazione differita, soddisfacente almeno dal punto di vista morale e sostanziale. Ma siccome la mia prospettiva è sempre quella di lunga periodo, non mi lamento di certo, benché a volte resti un po’ interdetto, ed anzi da poco posso godermi la meritata soddisfazione, forse sì in ritardo, ma proprio per questo più autentica e depurata dalle possibili distorsioni causate dalla fugacità dei momenti.

E in tutto questo, ancora lo splendido brano di Piano Magic ha accompagnato, nella mia mente, l’accendersi di un sorriso sulle mie labbra, prima un po’ timido, poi sempre più convinto.

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2 risposte a “comets

  1. notevenjail 15 febbraio 2006 alle 23:47

    Piano Magic, mancano solo tre giorni… e lì vedrò 🙂

  2. raffaello 16 febbraio 2006 alle 17:39

    Beato te: li avrei visti stasera, come aspettavo da tanto tempo, ma purtroppo sono fisicamente k.o.!
    Quando si dice che la fortuna è cieca, ma sfiga ci vede benissimo…

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