Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

what the fuck am i doing on this battlefield?

Appena pochi giorni fa, riflettevo qui sulla mia perdurante incapacità di evitarmi ingrati impegni di lavoro, consideravo anzi come spesso mi vada letteralmente a cercare incombenze inutili e poco gratificanti. Ora, appena espletate quelle incombenze, devo dire che l’impegno da parte mia è stato tutt’altro che ingente, nonostante i risultati non sono stati poi così malvagi. Eppure, una qualche utilità tutto ciò l’ha pure avuta, ed essa risiede non tanto nell’esito del lavoro, quanto nella percezione che ho tratto da esso durante il suo svolgimento: una sensazione di lontananza mentale, travalicante di gran lunga la mia presenza fisica ed attenzione mentale, un senso di inadeguatezza, forse non assoluta ma senza dubbio attualmente riferita alle mie propensioni per il contesto.

Come in tanti altri aspetti della vita, è solo questione di motivazioni, delle quali non mi si può certo rimproverare la mancanza in questo momento, preso come sono da altre numerose e più concrete preoccupazioni e soprattutto perché la loro esistenza non dipende per nulla da me. È proprio questo che il mio carattere (sì, troppo rigido, come al solito) non tollera più ed anzi non ha mai tollerato, soltanto che prima ne avevo una visione un po’ più sfumata, ottimistica o ingenua che fosse: l’attesa e di valutazioni e decisioni altrui, le “prove” senza fine e senza finalità concrete, il docile assoggettamento fondato su parole o speranze astratte, non garantite in alcun modo, né al presente né tanto meno al futuro.

Non sto dipingendo a tinte fosche una realtà che prima non sono stato in grado di metter bene a fuoco: il cambiamento è avvenuto nella mia condizione, nella priorità delle mie esigenze, semplicemente nel mio modo di relazionarmi alle situazioni. È soltanto un dato di fatto, oggi così fortemente percepito: non si tratta, credo, di inadeguatezza o incapacità, ma di nette sensazioni che preludono soltanto alla manifestazione di decisioni in realtà già operate dentro di me e che non necessitano nemmeno di un’esplicitazione univoca, poiché esse hanno determinato altri miei recenti comportamenti, ai quali oggi non è giunta altro l’ulteriore, forse persino superflua, conferma della loro consonanza con il mio attuale modo di sentire.

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2 risposte a “what the fuck am i doing on this battlefield?

  1. utente anonimo 21 febbraio 2006 alle 22:34

    Raffa, che dire? Quando ci si riduce (e non è mica la prima volta!) a parlarsi (o, meglio, a sbrodoloarsi) addosso, in una atmosfera di delirante autoreferenzialità, il meno che ci si possa chiedere è che senso abbia tutto ciò……. No, non credere che certe manifestazioni ti sembrino lontane soltanto a causa della tua mancanza di motivazioni: ti sembrano lontane perchè lo sono effettivamente, essendo simbolo di uno snobismo intellettuale, di cui non si avverte la necessità….. Massì, che ce frega: parlamose addosso, credendo di essere i più bravi, i più trendy, i più – per usare una terminologia giovanilistica molto anni ’80, “fichi”…… Ma la vita è fortunatamente altra cosa che farsi un mucchio di pippe mentali su certa filosofia da Bar Sport……. Un abbraccio.

  2. utente anonimo 21 febbraio 2006 alle 22:37

    Oddio, mi accorgo solo ora, rileggendo il mio primo commento, che, nella fretta di scrivere, ho commesso una serie di errori (sarebbe meglio dire: orrori) ortografici……. Chiedo venia……

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