Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

next time on the back of a goose

Di questi Safe Home so davvero poco, a parte il fatto che si tratta di un duo olandese e che li ho conosciuti semplicemente perché mi sono lasciato attrarre dal loro nome e dal titolo del loro secondo album, The wide wide world and all we know (Now Here 2006). Inizialmente pensavo si trattasse di una sorta di mini o qualcosa del genere, ma poi ho scoperto, non senza un notevole disappunto che le sette brevi tracce al momento a mia disposizione non rappresentano nemmeno la metà delle sedici comprese nell’album. Certo, tale incompletezza non mi permette di trarre conclusioni ponderate sulla musica della band, ma anzi fa crescere in me la voglia di conoscere meglio la sua produzione, visto che questi sette brani mi hanno molto colpito nella loro estrema semplicità ed immediatezza.

La musica dei Safe Home (Harry Otten ed Esther Sprikkelman) ruota tutta intorno a melodie essenziali che rimandano ad un songwriting intimista, dai delicati accenti folk ma permeato di introspezione malinconica, ammantata dagli accenti eterei del cantato sognante della Sprikkelman. È proprio quest’ultimo affascinante elemento a conferire grazia particolare alle esili melodie dei loro brani, suscitando inevitabili paragoni con gruppi quali Cocteau Twins, Mojave 3 ed addirittura Broadcast, ai quali può far pensare di certo la spiccata pop, evidente in Lena o Suspended in Gaffa. espressa però qui in chiave prevalentemente acustica e minimale, benché non manchino taluni accenni all’uso dell’elettronica (Next time on the back of a goose) e di strumentazioni a tratti eccentriche. Safe Home colpiscono infatti con la loro straordinaria capacità di creare fragili bozzetti sonori, in grado di travalicare i canoni del folk acustico contemporaneo per collocarsi in un ambito musicale molto più vario, nel quale possono essere assimilati tanto alla leggiadra solarità degli ultimi Mojave 3, quanto alle delicate nenie degli Innocence Mission, quanto ancora all’intimismo minimale e da cameretta dei Montgolfier Brothers e persino di Sepia Hours, alla cui splendida Broken years, non so perché, la limpida chitarra acustica di After the shock continua a farmi pensare.

Con la loro delicatezza, questi brani riescono davvero a parlare al cuore, tanto da aver fatto subito breccia in me, rendendo davvero impaziente l’attesa di poter godere in pieno dell’intero The wide wide world and all we know, per poter assaporare con maggiore completezza le sensazioni che promanano dalla musica di Safe Home, facilmente evocativa del piacevole tepore di un raggio di sole che illumina un’atmosfera grigia e soffusa, o della tenue dolcezza di una sottile pioggia primaverile in un paesaggio agreste dell’Europa del nord.

www.angelsinspace.com

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: