Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

throw out the light

Data la mia continua e quasi maniacale ricerca di nuove suggestioni musicali, non è certo una novità la mia attenzione per il fenomeno delle netlabels: certo, data la loro costante diffusione, è difficile star dietro a più di qualcuna di esse, anche perché il numero sempre crescente e la facilità delle loro produzioni non va necessariamente di pari passo con la qualità; così è facile che qualche piccola perla si perda, restando nascosta in mezzo a tutta l’indistinta e pressoché infinita mole di musica in circolazione.

Fortunatamente, così non è accaduto per me con questo duo tedesco chiamato Anois, il cui mini album Tracery On A Frosted Window, proposto dalla netlabel Poni Republic, è senza dubbio la mia fissazione settimanale, visto che è dal suo primo ascolto, lunedì scorso, che non riesco a staccarmene.

La loro formula musicale è semplice, ma possiede quell’essenzialità che riesce a colpire proprio per la sua spontaneità, per la capacità di parlare al cuore in maniera diretta senza troppi orpelli o sovrastrutture. Nel presentare questo loro lavoro, il sito della Poni Republic parla di “folk guided chamber pop”: la definizione mi pare indovinata e può rendere l’idea, ma i sette brani raccolti in Tracery On A Frosted Window esprimono una freschezza compositiva difficilmente racchiudibile in gabbie di genere. Le atmosfere dilatate e vagamente uggiose dell’iniziale Set The Pace accolgono subito con delicatezza in paesaggi dai colori tenui, acquarelli disegnati dall’alternarsi delle voci di Lars Kranholdt ed Anne Bayer, evocando un fascino etereo che sembra conciliare l’asciutto folk dei Saw con la magnetica ed un po’ umbratile emozionalità di Mi And L’au (affiorante con evidenza anche in Throw Out The Light). I toni di tutto il mini-album sono smorzati, immersi in un’intima penombra, densa tanto del romanticismo conferito dal violino di Nastasja Ernst, quanto di un leggero tocco elettronico che si affaccia prima timidamente in And You Are Okay per esprimersi poi nel brano che dà il titolo al lavoro, piccola gemma folk-tronica (?) di chitarra acustica e violino, cadenzata da un discreto beat sintetico e dall’affascinante dialogo tra le voci. Ma in tutti i brani, prevale il delicato minimalismo acustico di composizioni appena accennate, di voci poco più che sussurrate, nelle quali il tempo, piuttosto che dagli strumenti sembra scandito dall’intrecciarsi delle emozioni, lente ma constanti come il battito del cuore, delicati come gli immobili paesaggi bucolici della strumentale Min/For o della note distillate pian piano dalla scarnissima conclusiva I’m Currently Not Plenty.

I ventisette minuti di Tracery On A Frosted Window sono una piccola e delicata gemma, ancora un mirabile esempio di come con pochi mezzi si riesca a fare grande musica, capace di parlare direttamente al cuore. Meglio allora, non spendere altre parole, ma lasciar parlare la musica, per lasciar fluire in silenzio e nella penombra le note e le emozioni che Anois riescono ad esprimere e suscitare con autentica semplicità.

http://www.ponirepublic.com/

http://www.pleasemutetoday.com/

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