Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

lay down your arms

L’ennesimo songwriter sensibile ed essenziale, un moniker di quelli che sembrano fatti apposta per richiamare l’attenzione e restare impressi, tredici brevi tracce di folk intimista e delicato: sono questi gli ingredienti dello splendido debutto discografico di tal Morgan Caris, autore francese che si nasconde sotto il nome di Flowers From The Man Who Shot Your Cousin e che all’inizio di quest’anno ha pubblicato per l’etichetta Waterhouse un album dal titolo Hapless, che da qualche giorno proprio non riesce ad uscirmi dalla testa.

Dal punto di vista strettamente musicale non c’è molto da dire circa la produzione di Caris, la cui personalissima interpretazione del folk più acustico e romantico colpisce subito con la sua delicata essenzialità, con le armonie semplici e cristalline, mentalmente riconducibili tanto ai grandi “classici” del genere (da Nick Drake a Will Oldham, passando per Smog), quanto alle sue più fresche (re)interpretazioni. È infatti piuttosto facile pensare ai Sodastream ascoltando gli arrangiamenti di sola chitarra e viola di molti dei brani, mentre qua e là si intravede la fluidità compositiva di Iron & Wine, nonché la soffusa dolcezza interpretativa di Caris, che a me ricorda piuttosto da vicino quella di Neil Halstead. Ma, al di là dei troppo facili e scontati accostamenti, Hapless è un lavoro che colpisce subito al cuore, disegnando paesaggi bucolici dai toni sfumati e narrando storie semplici, di amore, nostalgie ed abbandoni, secondo un registro espressivo autentico e proprio per questo molto diretto. Brani come I Do Not Love You Anymore, Childhood, Girls, Postcards From A River non possono certo lasciare indifferenti, fin dal primo ascolto, acquarelli sonori permeati da un chiaroscuro emotivo e dall’infinita grazia degli arrangiamenti e dei cori che a tratti li accompagnano. Ma per quanto sia tutto il lavoro ad essere di altissimo livello, è soprattutto Lay Down Your Arms il brano dal quale in questi giorni non riesco piacevolmente a liberarmi: una canzone d’amore sommessa e delicata, sospesa tra l’ineluttabilità dei fatti della vita e la constatazione delle piccole cose così importanti in amore, dettagli narrati ed elencati da Caris con una semplicità genuina e davvero commovente. Tra tutte le centinaia di brani che circolano per le mie orecchie ogni settimana non è cosa comune che uno in particolare mi colpisca così tanto da provare il bisogno di riascoltarlo molto spesso, ogni volta con i brividi a fior di pelle. 

http://www.waterhouserecords.com

mp3: Lay Down Your Arms; Postcards From A River 

lay down your arms: flowers from the man who shot your cousin – hapless [waterhouse 2006]

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Una risposta a “lay down your arms

  1. Fremen0warrior 23 giugno 2006 alle 09:29

    bella recensione
    il cd me l’ha prestato un amico devo ammettere che non è malvagio
    a tratti ricorda molto alcuni lavori di Mark Lanegan
    e credo ci sia qualche influenza lontana di Buddy Holly
    ci si vede

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