Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

no man’s land

Il tempo per la musica sembra sempre mancare per chi, come me, non riesce a farne a meno quasi in nessun momento della vita; i miei ascolti compulsivi mi accompagnano ormai indifferentemente nei tragitti cittadini diurni e notturni, mentre mi addormento e perfino mentre lavoro (con sicuro grande detrimento della mia “produttività”). Insomma, anche se un po’ a fatica, riesco ancora a tener dietro agli ascolti, mentre più difficoltoso è trovare il tempo per lasciare qualche appunto sui dischi che mi impressionano favorevolmente.

Allora, solo qualche riga veloce ed un paio di brani in download, per questa abbuffata di romanticismo che è l’album di Kaada, Music For Moviebikers, in uscita la prossima settimana per l’etichetta Ipecac.

In realtà, fino a qualche tempo fa non avevo mai sentito parlare di John Erik Kaada, che invece ho scoperto essere un musicologo, dj e compositore norvegese attivo in prevalenza nell’ambito delle colonne sonore, con alle spalle anche un album prodotto in tandem con Mike Patton dei Faith No More (Romances, Ipecac 2004). Quindi, il nome di Kaada non è per nulla nuovo nel panorama indipendente, anche se questo Music For Moviebikers sembra proprio un lavoro adatto a diffonderlo ampiamente, date non solo le sue qualità artistiche ma anche la sua potenziale fruibilità. Nelle sue tredici tracce, infatti, oltre a trasparire con evidenza l’attitudine verso la musica da colonna sonora (più o meno tra Morricone e Yann Tiersen), diversi passaggi sono ricchi di contaminazioni più “pop”, seppure innestate su un’impronta di base dalla grande prevalenza romantica, dominata dagli archi e dal pianoforte. Le atmosfere sono per lo più oscure ma illuminate, di volta in volta, dalla fioca luce di eterei cori femminili, perfettamente integrati, a mo’ di ulteriore strumento, con i vari violini che dominano i raffinati arrangiamenti di splendidi brani come Smiger e Celibate. Non mancano però passaggi più aspri ed oscuri e complessi (The Mosquito And The Abandoned Old Woman, In Hora Mortis) e nemmeno momenti che occhieggiano più compiutamente alla forma-canzone (Mainstreaming, Retirement Community), nei quali può sovvenire alla mente qualche analogia con Maximilian Hecker.

Comunque, al di là dei miei sempre incerti tentativi analitici, è un album che crea un’atmosfera piacevolmente ovattata e si lascia ascoltare volentieri, coniugando un gusto tipicamente nordico per l’utilizzo del pianoforte e di strumentazioni classiche negli arrangiamenti (non poi così distante dalle ambientazioni sonore dei Sigur Rós più orchestrali) ed un’aura da romanticismo un po’ decadente, concettualmente affine, seppur meno “malata” a quella del magnifico Drinking Songs di Matt Elliott.

www.kaada.no

mp3: Smiger; Julia Pastrana 

no man’s land: kaada – music for moviebikers [ipecac 2006]

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Una risposta a “no man’s land

  1. francesco23 8 luglio 2006 alle 18:12

    anche questo mi ispira mucho. la norvegia è un’altra terra molto molto interessante. e poi quel riferimento ai sigur ros “orchestrali” -io che adoro staralfur e olsen olsen- fa sì che subito parta alla ricerca.

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