Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

Archivi Mensili: agosto 2006

salty seas

mercoledì 9 agosto, ore 15.50

Una serie di contraddizioni in me e intorno a me: sensazioni, luoghi, esperienze e persino il clima, che in questo scorcio d’agosto sembra quasi anticipare l’autunno. È un provvidenziale diluvio, infatti, a distrarre le mie emozioni, ma solo per pochi minuti, mentre attraverso luoghi sconosciuti, allontanandomi da altri, estranei solo fino a pochi giorni fa ma ai quali mi sento già legato, non certo per la loro apparente bellezza ma per qualcosa di inafferrabile e per nulla superficiale. Mentre mi allontano, diretto verso luoghi di insignificante familiarità, non è il mio essere sedentario e abitudinario a stringermi il cuore, ma un violento quanto temporaneo senso di distacco, di una nuova lontananza non così duratura ma foriera di un’assenza incolmabile e già troppo reale, che all’impeto del diluvio sul mare, fuori dal finestrino, unisce in perfetta consonanza la liberazione di lacrime ora incontrollate, che scendono altrettanto copiose, quasi a suggellare il recente vissuto e la sua repentina trasformazione in memoria.

salty seas: devics – push the heart [filter 2006]

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in your hands

sabato 26 agosto, ore 9.10

Ancora poche decine di ore, prima di chiudere il triangolo dei miei spostamenti in quest’estate strana e senza dubbio da ricordare, benché tutt’altro che vacanziera. Come ampiamente previsto, sono di nuovo combattuto, almeno in parte, tra l’impazienza del ritorno e l’acquisita familiarità con abitudini temporanea ma ormai abbastanza consolidate. Eppure, quest’anno come non mai il mio legame con questi luoghi si è fatto labile, fino quasi a scomparire e ad essere a tratti tollerato a fatica, ma non è tanto il luogo in sé, che soprattutto in questi giorni non cessa di esercitare un certo fascino, quanto piuttosto il contesto al quale adesso mi capita di associarlo ad essere difficilmente sopportabile se non per periodi di tempo ristretti. Sarà forse perché ormai sono diventato del tutto insofferente verso la perpetuazione di certi comportamenti e verso una considerazione di me non rispondente a quella che credo di meritare e anche perché ho già iniziato – fin troppo presto – ad accumulare tensione per i complicati mesi che mi attendono, ma percepisco con sempre maggior disagio la scissione tra le mie motivazioni e la loro traduzione pratica e quella tra il mio sentire, la prospettazione mentale del mio essere presente e futuro prossimo, e una realtà apparentemente immobile, da troppo tempo e per troppi motivi. E poi, certo non aiuta la mia forza di volontà, teorica ed altalenante, apprendere, senza una motivazione plausibile, che il mio mese di settembre non sarà come lo immaginavo e anzi come avevo la certezza sarebbe stato; questa volta, infatti, l’ho presa davvero male, non tanto per la cosa in sé quanto per il significato correlato che – non so ancora quanto a ragione – le ho attribuito. Cercando di razionalizzare, poi, penso che potrebbero esserci anche aspetti positivi, nel non farmi abituare troppo a una realtà il distacco dalla quale sarebbe poi davvero traumatico e nella probabile più netta percezione di non essere ancora in vacanza e quindi, delle responsabilità che incombono su di me. Mai come adesso, tutto dipende da me e forse è proprio questo il problema ed il motivo per cui in fondo in fondo provo il consueto quanto sostanzialmente ingiustificato dispiacere a lasciare questi luoghi, pure ormai per me estranei, mentre già respiro le prime timide avvisaglie autunnali, a me così care nella loro bellezza sublime e malinconica, per le quali so già dovrò attendere ancora, dopo il mio imminente ritorno in città.

in your hands: james yorkston and the athletes – moving up country [domino 2006] 

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