Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

the louder

Purtroppo non è soltanto il tempo da dedicare a scrivere qualche riga a scarseggiare: è anche e soprattutto quello ma purtroppo è decisiva la mancanza di concentrazione e quella sorta di indolenza contemplativa che poi quel poco tempo me lo fa disperdere in mille rivoli inutili. Ma quello che manca è a volte pure la scintilla, che magari arriva inaspettata mentre ascolto per la quindicesima o ventesima volta un disco a me già ben noto, che mi ha accompagnato durante i  mesi passati in diversi luoghi, contesti, situazioni. Così, mentre la malinconia per il bel fine settimana trascorso e quella prossima per l’imminente, pur piccolo ma inevitabile cambiamento nelle mie condizioni di vita, si insinua sottile nella luce tersa e obliqua di un giorno d’ottobre, quasi all’improvviso e senza nemmeno farlo apposta, trovo la giusta colonna sonora per questi momenti, lasciandomi cullare dalla dolcezza sobria e sommessa della voce di Tara Jane O’Neil.

Fin dai tempi ormai remoti dei Sonora Pine, sempre apprezzato moltissimo questa artista, ma alcuni passaggi della sua carriera solista, dolci, aspri, intensi e introspettivi allo stesso tempo, sono di una bellezza semplice e cristallina: “In Circles”, il suo ultimo album, è in circolazione già da qualche mese e mi dispiace davvero non averne parlato prima, cosa che avrei dovuto fare pure in altri luoghi, soprattutto per evitare che quel poco che di quest’album si è scritto in Italia fosse miope e superficiale. Non che cerchi di rimediare qui e ora, perché mi sento ugualmente un po’ in colpa per non averlo fatto in veste “ufficiale”, ma il mio slancio attuale si aggiunge a quello che già era il giudizio ampiamente positivo su un album che non fa altro che fornire un’ulteriore prova della sensibilità artistica e delle qualità compositive di Tara Jane, mai come questa volta espresse in una forma canzone semplice e piana, davvero cullante come in “A Partridge Song” e nella splendida “Louder”, venata di folk in “A Sparrow Song”, oppure delicatamente ripiegata su se stessa come in “Blue Light Room”.

Tara Jane si esprime dolcemente, senza mai strafare, in ballate forse ora fin troppo convenzionali, ma nelle quali è ancora dato riscontrare tutta l’eredità di quella scena musicale di Louisville cui ha contribuito sotto forme e vesti sonore differenti, ma che hanno ritrovato nella melodia e nella discrezione dei toni il senso finale di un’esperienza artistica. E, al di là di tutte le parole che come sempre si possono spendere in senso estetico e descrittivo della musica, se quest’album è stato per me ora l’ascolto giusto al momento giusto, ciò è dovuto di sicuro al suo essere autentico, emotivamente ricco e per nulla banale, capace di sussurare al cuore, alleviandone carezzevolmente dolenze momentanee. 

mp3: A Partridge SongThe Louder

http://www.tarajaneoneil.com/             

the louder: tara jane o’neil – in circles [touch & go 2006]

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Una risposta a “the louder

  1. utente anonimo 18 febbraio 2007 alle 13:40

    Mi hai convinto. Anni fa la tenevo sott’occhio, poi l’ho persa di vista. Oggi la riascolto, leggendoti.

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