Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

two across the south

Spostamenti ed assenza fisica, negli ultimi giorni, si sono aggiunti a una sostanziale stanchezza mentale nel tenermi lontano dall’esternazione di istantanee di vita e fugaci pensieri, come sempre alquanto contorti o addirittura contraddittori, pur in presenza di situazioni reali inalterate.
Come le note di una canzone apparentemente mesta e depressiva possono rivelare tutto il loro calore umano, a seconda del momento nel quale le si ascolta, così condizioni identiche possono dar luogo a momenti di piacevole rapimento oppure di inspiegabile disagio. In breve, è questa alternanza emotiva che dimostra come il più delle volte il "metro" percettivo delle circostanze quotidiane sia assolutamente relativo, personale e per nulla oggettivo. Allora, si passa fin troppo facilmente da gioie ormai prive di qualsiasi passeggera esaltazione a disorientanti silenzi pieni di interrogativi sospesi: prima il lento e consapevole assaporare istanti ovattati dalla sottile nebbia di un grigio tramonto invernale, appena riscaldato dall’incedere indolente di melodie minimali come le piccole gioie da esso recate, quindi la disorientante oppressione di una coltre di nubi latenti, rese concrete dai vapori inconsistenti che le costituiscono.
Sono occasioni come queste che spiegano la mia eccessiva sedentarietà caratteriale: nuovi luoghi, viaggi, esperienze inedite, pur attraverso il dolce sapore dell’inedito, di percorsi affrontati insieme riescono per assurdo quasi soltanto a rendere più insopportabile la staticità dalla quale è così difficle rifuggire, l’ordinarietà immobile di istanti vuoti e improduttivi. Qualcosa rimane, certamente, seppure legato a un movimento verso la medesima direzione più apparente che reale, più esogeno che provocato dalla volontà mentale o fisica. E rimane, come sempre, la musica e il ricordo dell’apparente cupezza del brano di Boduf Songs richiamato dal titolo, il profondo calore umano delle cui note accompagnava pochi giorni fa il movimento concorde di "two across the ground", tanto da far ravvisare nei suoi solchi, torbidamente sereni e compassatamente disperati, la quieta accettazione della realtà delle piccole cose da conservare, apprezzare, con spirito alternativamente gioioso o rassegnato.
E a proposito di "colonne sonore" di momenti di vita, ecco l’ennesima coincidenza non voluta che a me capita con la musica: giorni fa parlavo rapidamente di In The Pines cercando paragoni più o meno plausibili. Stamattina mi è venuto quello forse più scontato e pertinente, quello con i vecchi e da me amatissimi Halifax Pier; allora andare a riprendere, dopo tanto tempo, il loro album di debutto è stato inevitabile, così come soffermarsi sul testo di "Chance To Leave", ascoltato per puro caso proprio mentre cercavo di  rendere non del tutto criptiche le righe sovrastanti e le riflessioni sulle difficoltà di partenze, viaggi e cambiamenti, ancorché minimi.

"If I had a chance to leave,

I don’t know where I’d go.

This city street I’m on

leads everywhere but home."

two across the south: boduf songs – lion devours the sun [kranky 2006]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: