Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

sadyoungkid

Potrei iniziare accampando le solite scuse relative ai troppi impegni e soprattutto alla troppa pigrizia. Sta di fatto che ultimamente mi capita di parlare qui di musica di meno e meno approfonditamente rispetto a quanto vorrei e anche rispetto a una mole di ascolti ingente e spesso disordinata. Provo allora a recuperare con segnalazioni concise ma almeno più numerose. Quelle relative alla musica che mi ha accompagnato nell’ultimo periodo possono riassumersi nelle seguenti:

adlerseri – adlerseri [land and sea 2006]
Ecco, proprio a loro avrei dovuto dedicare approfondimento maggiore: band australiana che ha confezionato un’opera splendida, ricca di atmosfere dilatate e sognanti. Un disco che potrebbe fare felici quanti l’anno scorso hanno apprezzato le parti più lente dell’album dei Gregor Samsa, ma anche gli amanti delle sonorità di Yellow6 o July Skies.

birch book – fortune & folly [helmet room 2006]
Album davvero convincente per B’eirth di In Gowan Ring, che racchiude tante diverse declinazioni del cantautorato folk, da quelle minimali e suadenti alla James Yorkston fino a moderati accenni in forma lievemente psichedelica.

at swim two birds – returning to the scene of crime [green ufos 2007]
Il ritorno di Roger Quigley (Montgolfier Brothers) con le sue piccole, delicate storie di ordinaria sofferenza sentimentale. Canzoni dolci e compassate, in disco che parla al cuore con semplicità: chi l’ha detto che bisogna inventarsi chissà che per confezionare un ottimo album?

odessa chen – one room palace [self released 2003]
Scoperta grazie a una segnalazione di Rivulets relativa ad un suo album più recente (o forse prossimo): certo che gli otto brani compresi in questa autoproduzione presentano un’artista non solo dalle ottime doti interpretative ma anche capace di sviluppare con profondità la sua personale formula di slowcore cantautorale al femminile.

bracken – we know about the need [anticon 2007]
Debutto solista per Chris Adams degli Hood con continua commistione di stili e generi: accenni dub, claustrofobici paesaggi metropolitani, inserti elettrici e persino tracce acustiche, che tutti insieme rimandano proprio ad alcune delle più affascinanti atmosfere degli Hood.

rosie thomas – these friends of mine [sing-a-long 2007]
Se si ritrovano in una stanza artisti Sufjan Stevens, Denison Witmer e Damien Jurado, il risultato non può che essere un delizioso album di folk casalingo, cui la cantautrice presta la voce e poco altro. Da segnalare la (splendida) cover di "The One I Love" dei REM e quella di "Paper Doll" di Witmer. Certo tutti vorrebbero avere Sufjan Stevens che suona e fa da seconda voce in un proprio album: fortunata lei ad avere amici come questi…..
  

sadyoungkid: adlerseri – adlerseri [land and sea 2006]

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