Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

Archivi Mensili: aprile 2007

my compilations: #32

E alla fine ecco qui la compilation che avevo ventilato nel post precedente: contrariamente a quanto prevedevo, e anche in risposta a qualche sollecitazione in tal senso, è la mia recente propensione al pop a farla da padrona, nonostante vi siano accostamenti diversi, originati dalla volontà di comprendere in una raccolta brani che mi hanno particolarmente colpito negli ultimi tempi, primo tra tutti quello di Klima, all’ascolto del quale, ogni volta, riesco a stento a evitare gli occhi lucidi.
Eppure (o forse proprio per questo), la forma delle “canzoni”, in prevalenza leggera, nasconde appena un mood tanto per cambiare dimesso e non esattamente spensierato, nonostante la lieve atmosfera primaverile di alcuni brani. Non a caso, la raccolta trae origine e ispirazione – oltre che titolo – da quel magnifico brano dei Trembling Blue Stars che parla di giornate sempre più fredde e oscure, da me interpretate in senso niente affatto climatico, anzi, in palese e stridente contrasto con il contesto di giornate lunghe e piene di luce, che pure possono apparire parimenti fredde e oscure. Sarà che adesso ho (ri)scoperto in pieno l’essenza infelice del pop!

01. trembling blue stars – darker, colder, slower
02. piano magic – cities & factories
03. art of fighting – sycamore and sand
04. the clientele – i hope i know you
05. amandine – silver bells
06. elvis perkins – all the night without love
07. pelle carlberg – even a broken clock (is right twice a day)
08. butcher boy – i know who you could be
09. the orchids – do it for yourself
10. loney, dear – the meter marks ok
11. lonely boy – lonely boy
12. laura veirs – nightingale
13. klima – the lady of the lake
14. mice parade – double dolphins on a dime
15. mus – dulce amor
16. ola podrida – the new science
17. the innocence mission – love that boy
18. milenasong – love feel you do
19. songs for sunday parlours – dear annabelle
20. keren ann – where no endings end

[rafcd32]

download: part 1part 2

darker, colder, slower

Discreta noia, apatia. Anche nella scrittura, come dimostrano anche i miei interventi su questo blog, di recente molto più radi, quasi che la sua originaria funzione di supporto all’esternazione di pensieri, sensazioni e sentimenti sia stata ormai adempiuta o, semplicemente, non sia adesso più così utile.
Ma, in assenza di stimoli su argomenti più seri, per fortuna c’è la musica a sollecitarmi, come sempre, fungendo peraltro da filtro per esperienze e pensieri ad essa paralleli ma mai del tutto da essa slegate. Così, la semplice considerazione della mia riscoperta propensione al “pop” diventa motivo di riflessione, riportandomi a situazioni passate, le cui colonne sonore erano rappresentate da suoni molto simili. Poi, va bene, si tratterà pure della solita coincidenza dell’uscita più o meno contemporanea di album quali i nuovi dei Clientele, di Pelle Carlberg e dei Trembling Blue Stars (senza contare, per certi versi, il nuovo Piano Magic, sul quale prometto a breve un’anteprima), ma non cessa di stupirmi come questa per me inconsueta indole pop spesso mi induca a intere mezze giornate di ascolti concentrati sul genere.

Sarà la nostalgia latente, sarà che non mi stancherò mai di ripetere il significato di quegli anni non solo per me ma per chiunque ama la musica e la fruisce nel periodo dell’adolescenza (con modi e tempi irripetibili), ma uno dei miei tanti “ritorni” a quell’epoca, almeno dal punto vista musicale viaggia negli ultimi giorni sulle note dei Trembling Blue Stars e di quel magnifico pezzo, compreso nel loro imminente album, che è “Darker, Colder, Slower”, che già dal titolo rende alla perfezione sensazioni che amo provare in musica, mentre il suo contenuto rimanda in tutto e per tutto ai tempi d’oro di quel pop chitarristico britannico che anni fa costituiva quasi il mio esclusivo ambito di interesse musicale. Sono brani come questo a riconciliare con quel tipo di musica e a darmi persino lo spunto per scrivere e (perché no?) a cercare di metter mano a una delle mie raccolte che proprio da quel titolo, e da quel pezzo, possa trarre ispirazione. Del resto è solo pop, ma tanto basta, eccome!   

mp3: Trembling Blue Stars – Darker, Colder, Slower

all that i can hold near

Lo so che per l’ennesima volta cito, peraltro senza riuscire a parlarne con costrutto, l’ultimo album di Dakota Suite, ma cosa posso farci se praticamente tutte le sue tracce meriterebbero un post dedicato e se il loro ascolto correda in continuazione momenti e situazioni vissute?
Così anche in questa serata piovosa, nella quale Roma prova a recuperare l’aridità di un inverno mai degno di questo nome, aiutandomi (forse) a colmare aridità di altra natura e ben difficilmente tollerabili. Mentre anche la città sembra muoversi in una quiete ovattata sotto gocce di pioggia che scendono lente, nessuna cornice musicale poteva essere più adatta alla malinconia dolce e consapevolmente gioiosa del ritorno a casa delle note altrettanto dolci e lente di Dakota Suite.

Ma questa volta, di un album così emozionante da lasciarmi senza parole, non prevale la componente più triste e rassegnata quanto piuttosto la sottile speranza che balena nel brano conclusivo, al di là dell’abituale “valle di lacrime” cantata da Chris Hooson. E in fondo non c’è nulla di diverso nel disco né nel mio approccio ad esso di stasera; cambia solo la prospettiva delle solite piccole cose apparentemente insignificanti (delle quali magari domani starò qui a lamentarmi di nuovo), per trasformare la rassegnazione e la scontentezza in qualcosa di cui gioire, con moderazione e sotto traccia; eppure qualcosa di concreto e tangibile, per quanto incostante, qualcosa da tener stretto e assaporare, anche soltanto sotto un ombrello in una serata di pioggia.

“Now I finally understand what life is all about,

it’s about losing everything…

so I celebrate all that I can hold near.

I’ve got you, I’ve got you”

 
mp3: dakota suite – all that i can hold near

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