Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

a song on the radio (makes you shiver)

Bene, ancora una volta dovrei dire tante cose, sviscerare argomenti e procedere a riflessioni su molti oggetti diversi. Ma, ancora una volta, non ci riesco, o meglio, non mi va; per noia, per mancanza di volontà di mettersi in discussione e prendere decisioni o, semplicemente, perché questo non è proprio il momento adatto per farlo, tanto che, com’è evidente da qualche tempo, anche le parole vengono meno, restando confinate in qualche parte recondita della mente, ove tuttavia continuano ad aleggiare, vive e presenti come non mai.
Allora, per una volta, indulgo anch’io in autobiografismi per certi versi insignificanti – che fanno molto “blogger” (bleah!) – ma che, come al solito, nascondono situazioni non poi così prive di significati. L’argomento, per me decisamente inedito nella sua seconda parte, è “musica e guida”: sì, perché andare in giro a piedi o sui mezzi pubblici con le cuffiette del fido lettore mp3 perennemente nelle orecchie è facile e anche molto poco impegnativo, mentre le cose stanno ben diversamente quando tocca la fatica di immergersi nel traffico romano, dedicare la concentrazione ad altro che non l’ascolto e, soprattutto, vedersi privato della disponibilità della musica amata dalla momentanea assenza di un lettore cd o mp3 in auto, trovandosi in balia, nella migliore delle ipotesi, delle scelte provenienti da quel paio di radio che si può confidare di riuscire ad ascoltare senza crisi di rigetto. Ecco, la radio, mio primo e ormai lontanissimo amore: una volta la radio, anche quella nazionale, era fonte quasi unica di conoscenza di nuova musica. Poi, le cose sono cambiate e di molto, tanto che le notti trascorse consapevolmente insonni con l’unica ragione di ascoltare la radio sembrano ormai ricordi di un’epoca remotissima, di trasmissioni pionieristiche e quasi clandestine. Certamente è cambiata la radio, purtroppo, ma anche il fatto che ormai spunti e stimoli per la scoperta di nuova musica provengano da mille rivoli diversi, così che quella sua antica funzione non sia per me più necessaria, da tanto tempo.
Però, proprio ieri, grazie a una rara serie di brani davvero indovinati, ho avuto modo di pensare a come la radio possa almeno riuscire a riportare alla mente brani e sensazioni troppo spesso dispersi nel turbine delle centinaia di ascolti compulsivi settimanali. Allora, appena uscito di casa, vado subito, senza troppe speranze, a selezionare una delle radio “ascoltabili” e dapprima rimpiango di essermi perso quasi per intero un brano di Future Conditional per poi immergermi nella nostalgia di “Just Like Honey” dei Jesus & Mary Chain e in uno strumentale avvolgente che solo dopo scopro essere dei Red Sparrowes. Me ne compiaccio, facendomi accompagnare nel mio tragitto da suoni piacevoli e familiari, fin quando, quasi arrivato a destinazione, parte l’inconfondibile inizio di “Teenage Riot” dei Sonic Youth che, colpevolmente, non ascoltavo da troppo tempo; allora cedo subito alla tentazione di alzare il volume e seguire il cantato di Thurston Moore, ricordando i tempi in cui ascoltavo quasi solo Sonic Youth e ripensando a rivolte adolescenziali cui non ho mai partecipato, nemmeno nella sola profondità del mio animo, e che forse, proprio lì, non è ancora così tardi per mettere in pratica, da diversi punti di vista.
Come dire, ancora una volta, il brano giusto al momento giusto, per quanto non ci pensassi e per quanto stavolta non l’abbia scelto io, ma anzi provenga da un passato, ancora una volta, lontano solo cronologicamente.
Sono certo che non sempre avrò la fortuna di trovare sulla radio una serie di brani così validi, ma l’impressione è che questo potrebbe essere un punto di partenza per non restare sempre troppo appiattito sulla contemporaneità e magari ripescare, almeno in macchina, qualche vecchia cassetta impolverata.

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Una risposta a “a song on the radio (makes you shiver)

  1. ABS 11 maggio 2007 alle 13:30

    “Just Like Honey”… mia sorella me la faceva auscultare 80 volte al dì!

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