Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

bad moon on the rising

Secondo la definizione dell’antropologo francese Marc Augé, i “non-luoghi” sono quegli spazi dalle caratteristiche del tutto asettiche e spersonalizzanti, che così rapidamente stanno riempiendo della loro assenza di individualità il tempo e la vita di tante persone.
Ritengo che tale definizione, utilizzata ormai diffusamente in ambito socio-filosofico e in quello della comunicazione, renda in maniera efficace il senso sotteso al suo significato, soprattutto per quanto concerne la negazione del reale che reca in sé, contemporanea all’affermazione di qualcosa di inesistente, simulacro di una realtà astratta eppure in apparenza tangibile.
L’interessante riflessione sui “non-luoghi” (che non pretendo qui di approfondire con la cura che meriterebbe) mi è venuta in mente qualche ora fa, mentre in una serata di fastidiosissima umidità vagavo in solitudine per le strade di una città che, per fortuna, ancora stenta a risvegliarsi dal suo letargo estivo. E questo non perché stessi attraversando “non-luoghi” – dai quali, cerco sempre di rifuggire il più possibile – ma anzi perché, di fronte a luoghi concreti e peraltro a me noti e familiari, qualcosa continuava a non tornare: saranno le strade ancora quasi deserte e il torpore della città, così simile al mio, sarà il clima di un’estate che non accenna a lasciare spazio ai primi agognati, accoglienti accenni autunnali, sarà, soprattutto, una condizione personale sospesa e inedita rispetto al periodo, oppure semplicemente il fosco e faticoso sorgere della luna dietro una coltre opprimente di nubi cariche di calda umidità. Così, ho pensato al “non-luogo” per analogia, mentre mi sembrava, piuttosto, di vivere un “non-tempo”, fatto di atmosfere, azioni e persino condizioni climatiche irreali o comunque non coerenti con quel che risulta dal calendario, e ho sorpreso la mia mente a interrogarsi “che giorno è, che anno è?” ma senza trovare la medesima risposta alla stessa domanda, contenuta nella famosa canzone di Lucio Battisti.
Intanto, però, qualche tassello sta tornando al proprio posto, per farmi capire che il mese di agosto è ormai terminato e che è il momento di trarne le dovute conseguenze, sul piano tanto personale quanto (ahimé) lavorativo: dopo tanti mesi così strani, che per certi versi è come se non fossero mai esistiti, la mente prende atto della realtà del calendario, seppure è il cuore a continuare ad essere fuori sincrono rispetto all’orologio e a darmi ancora la sensazione di vivere un “non-tempo”.

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Una risposta a “bad moon on the rising

  1. raffaello 7 settembre 2007 alle 11:39

    Per molti versi, la periodizzazione delle nosrte vite non va da gennaio a dicembre, ma da settembre ad agosto: saranno le reminiscenze dei tempi scolastici (che, forse, mentalmente non abbiamo ancora superato!) o la sensazione che in questi giorni tutto ricomincia il proprio corso.
    Allora, anche se con ritardo, brindo anch’io all’arrivo di settembre, all’imminente autunno e, soprattutto, a vicende personali migliori.

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