Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

Archivi Mensili: febbraio 2008

my compilations: #37

Tra le ultime e nemmeno molto numerose parole lasciate su queste pagine, di recente ricorrono spesso espressioni improntate alle transizioni, ai cambiamenti, ai momenti di passaggio. Sono proprio questi ultimi quelli più interessanti e in fondo belli da vivere, nonostante le incertezze e le tensioni che inevitabilmente recano. Dall’apparente immobilità al lento ma repentino volgere degli eventi e delle situazioni circostanti il passo sembra enorme, eppure è semplicemente reale e i passaggi attesi diventano in breve vissuti, mentre per scorgere quelli che poco tempo prima erano timori e aspettative adesso è sufficiente svolgere lo sguardo all’indietro, non senza un sottile senso di nostalgia.
Alle tante e ancora non del tutto compiute transizioni di questo periodo, non a caso è dedicata la mai nuova raccolta musicale, compilata qualche giorno fa mentre i miei pensieri si sarebbero dovuti volgere altrove e ispirata in parte dalla stessa sottile nostalgia degli ultimi rigori invernali dei giorni scorsi e dalla luce che pian piano si dischiude, consacrando quasi anche nelle sensazioni meteorologiche il divenire lento ma costante dei giorni e degli eventi. Non a caso, il suo tenore e l’ispirazione ad essa sottostanti sembrano ancora adattarsi a contesti invernali, nei quali farsi cullare, come di consueto abbracciati a gentili sfumature elettroniche, note pianistiche e dilatazioni ambientali.


01. ekko – rehearsel
02. hologram – xx
03. teamforest – just a moment’s thought
04. arbol – maria is a bird
05. ólafur arnalds – fok
05. raz ohara and the odd orchestra – love for mrs. rhodes
07. bosques de mi mente – los titanicos esfuerzos
08. balmorhea – limmat
09. peter broderick – moment
10. sylvain chauveau – l’oreée du bois
11. july skies – broadcasts for autumn term
12. aspidistrafly – red toe nails
13. forestflies – piano and violin
14. the white lodge – hawk watch
15. cheer – every forest has its shadow
16. wes willenbring – small reminders
17. jasper tx – bending spoons

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let’s go driving

Un viaggio. Un percorso nello spazio, ma anche una transizione simbolica, da un passato di titubanti accettazioni di un reale troppo restio ai mutamenti, a un presente ancora incerto ma proteso a cambiamenti da toccare con mano quasi ogni giorno.
Così questo atteso spostamento ha la valenza di un impegno con me stesso, preso quando nemmeno avrei immaginato di poterlo mantenere, però incarna pure la chiusura di un capitolo, una consacrazione fine a se stessa ma a suo modo simbolica, appunto, di un passaggio.
Come sempre in momenti simili, avrei preferito viverli in solitudine, quasi pregustandoli nonostante l’iniziale delusione provocata dalla prospettiva; invece così non sarà, almeno in apparenza, ma chissà che proprio tale situazione non possa assumere ulteriori connotati significativi, dei quali pure il senso
al momento risulta difficile da immaginare.

and still a tiny light

Comunicazione di servizio.
Per una volta sposto l’obiettivo dei miei ormai rari e indecifrabili discorsi dal particolare all’universale, anzi alle possibili conseguenze universali delle azioni dei singoli.
Da individualista e utopista romantico, per quanto non poco disilluso, continuo a credere nella responsabilità individuale delle azioni collettive e della valenza dei piccoli gesti da parte di ognuno di fronte a un andamento del mondo non condiviso e in molti casi nemmeno razionale.
Allora ritengo sia il caso di dare un piccolissimo, ulteriore spazio all’iniziativa legata alla “giornata del risparmio energetico”, della quale quest’anno ho appreso con colpevole ritardo.
In cosa consiste? Molto semplice: nel contributo di tutti a ridurre per la giornata odierna (e auspicabilmente non solo) il consumo di energia elettrica del quale può farsi a meno, dagli standby alle luci non necessarie, e nell’impegno per un utilizzo più razionale dell’energia, attraverso la diffusione di lampadine ed elettrodomestici a basso consumo o attraverso la predisposizione di sistemi di energia alternativa.
All’iniziativa, coincidente con l’anniversario della firma del Trattato di Tokyo, hanno aderito anche istituzioni nazionali e internazionali, attraverso spegnimenti simbolici di luoghi pubblici (dal Colosseo al grattacielo Pirelli), ma ognuno può dare il proprio piccolo contributo per migliorare la qualità d’impiego dell’energia e assumere la coscienza del risparmio, non solo utile dal punto di vista economico ma fondamentale per il corretto utilizzo delle fonti energetiche mondiali.
Maggiori informazioni cliccando sul logo dell’iniziativa qui sotto.

a change is gonna come

Non è certo una novità la mia resistenza e riluttanza ai cambiamenti, quando questi mi riguardano in prima persona, eppure riesco ad accettare malvolentieri persino quelli che preludono a qualcosa di positivo. Però adesso a spaventarmi è loro il turbine continuo, per quanto in parte auspicato.
Vi è tuttavia anche una sottile zona oscura, nella quale non vige più il dominio della razionalità e del controllo personale, che desta interrogativi in attesa di una definizione non più dipendente dalla volontà e anzi lasciata ancora una volta, consapevolmente, a determinazioni altrui, forse per paura di assumersi responsabilità, di fatto già poste in atto, almeno nei loro presupposti.
È un’inazione ossimoricamente attiva a condurmi a un’attesa, come di un giudizio inappellabile, quasi con la speranza che il suo responso sia in apparenza negativo. Forse è perché in fondo è da un po’ che tale esito mi risulta indifferente e quindi tanto meglio lasciarsi andare e comunicare con i fatti quanto non si ha la possibilità, o il coraggio, di esprimere attraverso le proprie idee ed intenzioni.
Così, ancora una volta, torno a lasciarmi trasportare dalla corrente degli eventi, lasciandomi vivere come succedeva già tanto tempo fa, ma con la differenza che stavolta lascio ad altri soltanto il suggello finale, senza recriminazioni di aver invece contribuito alle precondizioni per renderlo possibile.
E non vi è nemmeno più l’angoscia interiore che in simili circostanze in altri tempi avrei provato e tentato di urlare al mondo, ma solo un vuoto e una sensazione di disorientamento che ora come ora non considero altro se non il pur salato prezzo da pagare di fronte a qualcosa di ineluttabile, di fronte a un filo logoro che forse molto presto si troverà accanto a tanti altri interrotti e ad altri nuovi inizi, in un periodo già denso di piccoli e grandi cambiamenti.
Ed è quasi incredibile la pacatezza con cui sono qui ad attendere quel responso, stremato da un percorso lungo e arido di soddisfazioni, e distratto dai tanti altri pensieri che affollano la mia mente, distogliendomi almeno in parte da qualcosa che, anche in loro assenza, non è forse più così fondamentale.


it hurts so much
but you’re close enough
to step outside again
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