Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

Archivi Mensili: marzo 2008

be there

Poi si vorrebbe provare a parlare di musica mantenendo un certo equilibrio e una certa serietà.
A volte penso pure di riuscirci discretamente. Ma ci sono casi in cui tutto è diverso e mi sorprendo a compiere inedite azioni “da fan”: come quando mi ritrovo a correre in un negozio di dischi il primo giorno dell’uscita di un disco, entrare in tutta fretta ed esultare emozionato di aver messo le mani sull’oggetto, nonostante ne conosca già bene il contenuto. O come quando corro a prendere i biglietti di un concerto che si terrà tra oltre cento giorni, appena mezz’ora dopo che sono stati messi in vendita. e già tenerli in mano alimenta la lunga attesta…
Finalmente, stavolta non mi sfuggiranno:


more than words

Si dice che verba volant, ma persino le parole scritte hanno la loro fugace evanescenza; restano, sì, ma esistono solo nel momento in cui vengono lette e assimilate, mentre possono giacere abbandonate per lungo tempo qualora nessuno volga loro lo sguardo o non impieghi la giusta attenzione nel farlo.
Eppure pare che le parole, contenitori vuoti per il contenuto del quale intendiamo riempirle, non solo possiedono i propri significati ma il loro stesso utilizzo può essere in grado di delineare caratteri e modi di essere. Per quanto sia tendenzialmente accorto nella scrittura, non ci avevo mai riflettuto, finché non mi è stato fatto notare come possa essere sufficiente un modo di scrivere (oltre al contenuto, ovviamente) per costruire un mondo tutto basato sulle parole, ma già così incidente sul piano della realtà, un mondo che sulle ali delle parole porta dove si vuole, lontano da dove si è troppo abituati a non essere degnati di ascolto, quando non criticati, per superficiale apriorismo, per lo stesso motivo invece capace di destare interesse, senza aver fatto nulla, senza nemmeno rendersene conto.
Parole come spontanei frammenti di sé, stratificati fino a dar luogo a costruzioni involontarie, sui cui singoli pezzi poter concentrare l’attenzione: castelli di carte o fondamenta di insospettabile solidità?

sixteen forever

E poi capita che ti trovi, il pomeriggio di un sabato grigio e piovoso, a sentire che il tuo ritmo vitale, all’improvviso, si è stranamente sollevato dalla sua abituale lentezza e ti fa riscoprire il piacere effimero di sensazioni dimenticate, relegate in un periodo che non ti appartiene più da tempo, non solo per ragioni anagrafiche. Ti ritrovi, come da tanto non facevi, a mettere con entusiasmo un cd appena acquistato nello stereo per ascoltarlo in diffusione e la sua musica, per quanto incisa di recente, ti riporta ai tempi in cui tutto ciò era normale, così come quella sottile effervescenza che ti faceva sentire vivo e pulsante, anche se per poco, anche se senza esiti concreti o duraturi.
Basta solo questo a riscoprire da lontano qualcosa di sopito, ma mai veramente disimparato, che con la sua sola esistenza rende in fondo felice e vitale. Così, senza motivo.              

Postilla: e basta così poco anche perché queste sensazioni, pur non conosciute né comprese, producano effetti positivi nel modo in cui si viene percepiti all’esterno e, quasi per assurdo, facciano conseguire risultati che mille argomentazioni non sono stati in grado di produrre. E non credo si tratti di coincidenze…
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