Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

Archivi Mensili: settembre 2008

my compilations: #40

Cifra tonda: quarantesima raccolta, a che corna simbolicamente un periodo (al solito!) tormentato eppure allietato da tante belle scoperte musicali. Qui ce n’è una selezione, tra conferme, apprezzamenti e piccoli, fugaci innamoramenti, primo fra tutti quello per il brano iniziale, che fornisce spunto per il titolo, e per il suo autore, che aspetto con trepidazione alla prova dell’album a venire. Innamoramenti fugaci, per l’appunto, come quelli di cui non può fare a meno chi, come me, in fondo non può fare a meno di amare, di quelle sensazioni tumultuose e delle trepidazioni che le accompagnano, anche quando questo provoca sonni tormentati, all’inseguimento di ombre, apparizioni altrettanto fugaci e dall’effetto rigenerante proprio in quanto passeggere, anzi inesistenti.
Così tutto torna come prima, la realtà ritrova il suo consueto andamento, al suono di canzoni in alcuni casi già talmente sedimentate da costituire parte integrante di uno scorcio di esistenza troppo simile a tanti altri, ma ben più reale delle ombre che lo hanno popolato.
Allora molto meglio abbandonarsi alle canzoni, a narrazioni altrui che sovrastano quelle personali, per lasciare dietro le spalle tentazioni ormai già anacronistiche.

01. cocoanut groove – shadow
02. band in box – leaving smears
03. majessic dreams – naked walls
04. the left outsides – fallen by the wayside
05. pelle carlberg – whisper
06. entertainment for the braindead – resolutions
07. the rural tradition – a refuge of lies
08. the burning hell – everything you believe is a lie
09. horse feathers – heathen’s kiss
10. elephant micah – exotic criminals
11. boduf songs – quite when group
12. bird by snow – lovers on our backs
13. the accident that lead me to the world – try try try
14. maximilian hecker – this poison called love (home in a town that has sunk)
15. blackbird harmony – tonight… if it’s the last time i see you
16. the strugglers – my slow reflection
17. micah p. hinson – dyin’ alone
18. okie rosette – rental pond
19. james yorkston – temptation

[rafcd40]

download: part 1part 2

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message to myself

Lo dico a me stesso, cercando di convincermene, perché non riesco ad esternarlo a dovere, oggi come troppi anni fa; per sensi di colpa, paure, questioni di opportunità.
Ma chissà che anche questi momenti non possano presto essere superati, al maturare (eventuale) di certe sensazioni, auspicabile almeno prima che sia troppo tardi, come al solito.
Il messaggio spedito allo stesso mittente e che pertanto non raggiungerà il destinatario designato riguarda le tracce lasciate da certi scambi verbali, dalle parole dette e soprattutto da quelle taciute, in attesa – chissà – di essere esternate, le riflessioni come sempre troppo lunghe e contorte, i silenzi, i sottintesi e le ritrosie tanto inutili quanto abituali.
Intanto, raggi dorati illuminano imprevisti il biancoceleste intenso del cielo di oggi, pronti ad avvicinarvisi a breve quanto più possibile, accompagnati dalla fugacità di un pensiero che adesso gioisce già al piacere della sua stessa esistenza, senza chiedere altro.

EDIT: ironia della sorte, o semplice coincidenza, due ore dopo aver scritto queste righe, mi rendo conto che colonna sonora dell’evento da cui sono scaturite è casualmente stata "Trovato Suono" dei Glorytellers, brano che parla appunto di amore, musica, aerei e messaggi privi di interlocutore.

share the night

Fossi un blogger (!) di quelli “seri”, nelle ultime settimane avrei dovuto riempire queste scarne pagine con tanti racconti, mescolando qualche spunto musicale, citazioni dall’ultimo libro letto che sono troppo pigro per trascrivere, storie di vita quotidiana, da strani avvistamenti di prima mattina a riflessioni su come tutto ci scorra intorno, chiusi nelle nostre macchine con non altro pensiero che quello di non fare tardi a lavoro e non avere problemi di sorta.
Avrei potuto parlare banalmente del tempo, di un’estate che non accennava a finire, o del temporale che adesso sembra cercare di scaricare la tensione di notti quasi insonni e di giorni sospesi tra il disagio di sensazioni inevitabilmente necessarie, tentativi di cogliere (e fornire) spunti di qualcosa che forse non è solo nella mia mente e conseguenti (ingiustificate?) frustrazioni e timori che pensavo di non provare più, in un andare avanti troppo simile a un modo di essere ormai disperso.
Siccome però non ho mai avuto velleità di interessare qualcuno alle vicende qui narrate in modo saltuario, disordinato e come sempre criptico, non sono riuscito a scrivere nulla di tutto ciò, tenendo invece per me riflessioni e spunti di scrittura troppo estemporanei per essere tradotti in parola, soprattutto in assenza di un diretto collegamento tra pensiero ed espressione.
Restano così brandelli di coscienza, appesi a sguardi, sorrisi e vani tentativi di decifrazione, che fanno la loro comparsa quando meno te l’aspetti, nel mezzo di un dialogo innocente, mentre la mente dovrebbe esser tesa a impegni lavorativi, oppure ancora in mezzo al traffico, al semplice ascolto di una canzone; una canzone nuova, nemmeno stupenda, ma che ricorda stili riconducibili ad altri ascolti, persi in un passato le cui sensazioni tanto lontane non cessano di riaffiorare, a far da emblema di un modo di essere mai destinato a mutare. Quel che muta, invece, sono i desideri e la loro gradazione, così come la consapevolezza di situazioni procrastinate, ma delle quali è ormai arduo rifuggire, un po’ come da quel senso di sconfitta che, sotto forme diverse, non faccio a meno di ricercare, sperando in un asilo di fronte a una porta chiusa oppure cimentandomi in imprese che ben presto mi rendo conto essere oltre le mie possibilità.

Intanto, non voglio far altro che assaporare la notte cittadina, senza meta, sotto la prima pioggia della stagione, mentre mi ronza in testa una canzone, insieme a un pensiero che forse non è più e a un altro che non è ancora, oppure non sarà mai.

towards distant

Passaggi temporali, istantanee di vita smarrite in momenti indefiniti, privi di significati o capaci di assumerne e di perderne al tempo stesso. Circa un anno fa, mentre già cominciavo a spopolare questo "luogo" dai miei pensieri (meglio, della loro esternazione) avevo coniato il neologismo dell’espressione "non-tempo" per rendere l’idea del vuoto e dell’indistinzione che caratterizzava quel periodo. Quei discorsi non sono oggi più validi, almeno per i motivi ai quali all’epoca erano riferiti, eppure sono tutt’altre le ragioni che ripresentano sensazioni analoghe, veicolate da sospensioni non temporali quanto di vita e in qualche misura "decisionali".
Sì, mi capisco da solo, come spesso capita, e ancor più spesso quando sono restio (o disabituato) a esprimermi, persino quando mi rivolgo a me stesso. Però, pensieri sotto traccia e segnali non so quanto reali e quanto frutto di semplici coincidenze inducono a deviazioni ormai dimenticate, a fugaci baluginii attraverso i quali pensare di poter cogliere significati decisivi. Peccato che, come sempre mi è capitato, si tratterebbe di un’impresa difficile e non so quanto fondata; la realtà mi richiama a sé, offrendo spunti inattesi e mancate conferme, ma anche e soprattutto rammentandomi la complicazione delle sue situazioni, degli impegni e dei pensieri troppo a lungo covati ma mai messi in pratica. E ad aggravare il tutto ci si mette il fatto di non essere nemmeno il solo in questo limbo, incapace di determinarmi e di muovere passi inopportuni.
Con ogni probabilità sarà solo l’ennesima (l’ultima?) delle mie intraprese astratte e per questo disperate, però ancora una volta non riesco a non farmi avvincere dall’intrigante evanescenza di parole dette a mezza bocca – magari addirittura fraintese – sorrisi e rossori fuori tempo massimo, eppure ancora capaci di suscitare reazioni che credevo dimenticate, appartenenti a tempi che al momento opportuno non ho saputo cogliere e vivere.
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