Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

share the night

Fossi un blogger (!) di quelli “seri”, nelle ultime settimane avrei dovuto riempire queste scarne pagine con tanti racconti, mescolando qualche spunto musicale, citazioni dall’ultimo libro letto che sono troppo pigro per trascrivere, storie di vita quotidiana, da strani avvistamenti di prima mattina a riflessioni su come tutto ci scorra intorno, chiusi nelle nostre macchine con non altro pensiero che quello di non fare tardi a lavoro e non avere problemi di sorta.
Avrei potuto parlare banalmente del tempo, di un’estate che non accennava a finire, o del temporale che adesso sembra cercare di scaricare la tensione di notti quasi insonni e di giorni sospesi tra il disagio di sensazioni inevitabilmente necessarie, tentativi di cogliere (e fornire) spunti di qualcosa che forse non è solo nella mia mente e conseguenti (ingiustificate?) frustrazioni e timori che pensavo di non provare più, in un andare avanti troppo simile a un modo di essere ormai disperso.
Siccome però non ho mai avuto velleità di interessare qualcuno alle vicende qui narrate in modo saltuario, disordinato e come sempre criptico, non sono riuscito a scrivere nulla di tutto ciò, tenendo invece per me riflessioni e spunti di scrittura troppo estemporanei per essere tradotti in parola, soprattutto in assenza di un diretto collegamento tra pensiero ed espressione.
Restano così brandelli di coscienza, appesi a sguardi, sorrisi e vani tentativi di decifrazione, che fanno la loro comparsa quando meno te l’aspetti, nel mezzo di un dialogo innocente, mentre la mente dovrebbe esser tesa a impegni lavorativi, oppure ancora in mezzo al traffico, al semplice ascolto di una canzone; una canzone nuova, nemmeno stupenda, ma che ricorda stili riconducibili ad altri ascolti, persi in un passato le cui sensazioni tanto lontane non cessano di riaffiorare, a far da emblema di un modo di essere mai destinato a mutare. Quel che muta, invece, sono i desideri e la loro gradazione, così come la consapevolezza di situazioni procrastinate, ma delle quali è ormai arduo rifuggire, un po’ come da quel senso di sconfitta che, sotto forme diverse, non faccio a meno di ricercare, sperando in un asilo di fronte a una porta chiusa oppure cimentandomi in imprese che ben presto mi rendo conto essere oltre le mie possibilità.

Intanto, non voglio far altro che assaporare la notte cittadina, senza meta, sotto la prima pioggia della stagione, mentre mi ronza in testa una canzone, insieme a un pensiero che forse non è più e a un altro che non è ancora, oppure non sarà mai.

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Una risposta a “share the night

  1. aicha78 22 settembre 2008 alle 12:48

    mi piace come scrivi…….quello che scrivi. 😉

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