Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

Archivi Mensili: ottobre 2008

feelin’ grey

Prima uscita mattutina con l’ora solare: luce nuova e inedita rispetto al buio e al progressivo rischiararsi delle ultime settimane, ma anche prima nebbia fitta della stagione, grigio impalpabile che avvolge luoghi noti in una quiete ovattata e indistinta. Peccato soltanto non potersi fermare ad osservarla, a respirarla fino ad immergervisi, cercando particolari e scorci inediti; peccato per quelle foto che qualcuno avrebbe voluto scattare all’alba in riva al fiume, cogliendo con sensibilità particolare sfumature e prospettive sconosciute di una realtà fin troppo quotidiana per chi è abituato a vederla tutti i giorni.
Nessuna foto per me; invece, solo uno sguardo rivolto verso dove so di non poter vedere quello che ogni mattina consapevolmente trascuro e l’immagine quasi irreale di due gabbiani sulla ringhiera di un ponte, grigio sospeso sul grigio di fondo, mentre un pensiero corre lontano a un altro grigio, di una natura sconosciuta, costante e percepito senza il fascino di un evento inconsueto ma con un moderato disagio per la sua eccessiva coincidenza con quello interiore.

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my music is still sad though i found my happiness

Ogni volta che succede torno a stupirmene come se fosse qualcosa di non facilmente spiegabile, eppure dovrei essermi quasi abituato, per quanto poco spesso capiti.
Le precondizioni sono tutte mie – e ben note – ma poi tutto dipende dal farmi trovare impreparato, vulnerabile e con le difese abbassate, dopo aver erroneamente previsto di non averne bisogno. Non c’è nulla di cui stupirsi, però proprio quando le difese sono ridotte, per sfibramento o per semplice disattenzione, moti dell’animo più spontanei e profondi finiscono per emergere, riportando a sensazioni smarrite nel tempo ma tanto presenti da render sufficiente un’immagine o una musica a farle tornare più vive e presenti che mai. Era capitato – neanche a farlo apposta – esattamente un anno fa, al cospetto della visione di "Heima"; non poteva quindi non capitare adesso, in presenza di un’empatia da troppo tempo oggetto di agognata ma poco convinta ricerca.
Empatia sorprendente e meravigliosamente fine a se stessa, da assaporare nella sua coinvolgente, fugace bellezza, senza chiedere o desiderare null’altro, senza nemmeno prendere in seria considerazione altro che la percezione della sua esistenza, essenza impalpabile e del tutto soddisfacente proprio in quanto tale.
L’acuita fragilità di questi momenti ha forse enfatizzato sensazioni e reazioni tuttavia presenti nella loro vibrante realtà, tangibili come le lacrime d’emozione che nelle ultime ore si sono
ripetutamente affacciate a velare il mio sguardo, come un semplice abbraccio, intriso di un’intensità da tempo dimenticata, e come un innocente bacio a fior di pelle, che ormai dovrei essere troppo vecchio persino per considerare, ma perfetto per suggellare nel modo più sincero un distacco e al contempo trasformare in serenità d’animo l’empatica malinconia iniziale di una  strana notte autunnale, da custodire in una memoria condivisa.


mp3: Absent Without Leave – My Music Is Still Sad Though I Found My Happiness
("Magnitogorsk", Port-Royal split, Sound In Silence 2008)

it’s over, it’s ended, it’s finished, it’s done

walk with me

Pur avendo finalmente acquistato una macchina fotografica digitale, continuo a mettere in pratica la filosofia dell’essere, preferendo ancora di gran lunga la fugace emozione dei momenti e i ricordi che da essi possono derivare alla possessiva cristallizzazione di immagine destinate a perdersi tra mille altre.
Così pure oggi, in una giornata diversa dalle altre, una giornata densa di una bellezza che le immagini non sono in grado di catturare e di sensazioni che solo la memoria potrà custodire. Se, come credo, lo farà, le porrà proprio accanto al cielo terso e a quella luce ottobrina che stamattina presto faceva rifulgere sul fiume una sottile foschia, presaga di altri particolari da ricordare e immancabilmente accompagnata dalla musica, anche stavolta particolarmente adatta e significativa.

Walk with me.

take the chances

Ci sono artisti, generalmente ricompresi nella categoria “cantautori”, per i quali la musica non è l’unico strumento di espressione, poiché accanto ad essa vi sono componenti narrative decisive ai fini della valutazione delle loro opere tanto quanto le loro composizioni, gli strumenti e gli accordi in esse utilizzati.
Sfortunatamente, capita molto speso di imbattersi in analisi meramente formali di dischi dei quali invece andrebbe approfondito l’aspetto contenutistico, le storie narrate e il modo di narrarle. A meno che il “critico” di turno non abbia la (rara) sensibilità e la (rara) pazienza di prendersi la briga di andarsi a leggere i testi, cercando di capire quel che l’artista ha da dire al di là della superficie musicale, capita allora che i dischi cantautorali passino quasi sotto silenzio, oppure vengano trattati con condiscendenza e scarsità di approfondimento tali da poter suscitare difficilmente l’interesse, almeno dei non appassionati.
È questo il caso, purtroppo, dell’ultimo lavoro di James Yorkston, “When The Haar Rolls In“, che, oltre a presentare il cantautore scozzese in ottima forma e circondato da numerosi collaboratori (tra i quali vale la pena ricordare la bravissima Nancy Elizabeth), vede le sue doti “letterarie” espresse in testi torrenziali, lunghi e densi di sentimento.

Uno di essi, in particolare, da qualche tempo me lo sento come cucito addosso, al pari del brano che, ancor prima di averne letto il contenuto, era già tra i miei preferiti in assoluto dell’album.

At this stage it should be said this could be nothing or this it could be great
And all my grand plans could be thrown into disarray
But I must take the blame a half-hard word a broken promise
Is that really all your offers?
Is that really all you’re offering me?
If all it takes is envy and the mention of her name to drive you off the rails
Temptation will I survive? I’m sure I will
The temptation is rife to follow your lead colour your eyes
To take your chances, to take your chances whilst you have them

[…..]

And now you’ve seen me lost, deserted and confused, Is the love still there? Am I the man, am I the man that you imagined? The temptation is rife, to follow your lead colour your eyes, to take your chances, to take the chances whilst we have them.

You know that I hate you, but that’s not true at all, sometimes I want to hold you tight and sometimes I want to throw you against the wall, but that’s not hate at all it’s love in all its glory all the contradictions and the questions that I don’t understand and probably never will.

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