Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

the end of trying

Ci sono quelli che cancellano i blog perché dopo un po’ si stufano del giocattoli, quelli che li abbandonano perché non hanno più niente da dire, quelli delusi perché non sono diventati "blogstar" (mah!). E ci sono pure quelli che per troppa pigrizia o troppi impegni collaterali li lasciano lì quiescenti, testimonianze in forma di parole di un tempo che è stato e magari aperti a un ritorno di fiamma suscitato da qualche fatto saliente.
Mi annovererei piuttosto tra questi ultimi, vista l’estrema latitanza degli ultimi tempi, anche se non vi è alcun fatto saliente ad ispirare queste righe, ma una serie di considerazioni accavallatesi nelle ultime settimane, negli ultimi mesi di interruzione di una trama che non ha mai voluto esser tale, almeno su queste pagine.
Nessun evento esterno, dunque, ma la semplice constatazione della sostanziale inutilità di sforzi, energie,e volontà catalizzate intorno a qualcosa in cui si crede e ormai depotenziato dalla forza cogente della realtà.
Sarà una sorta di crisi dell’età matura (se così la si può chiamare), ma sta di fatto che più o meno in tutti i campi basta volgere gli occhi a ciò che mi circonda per ricavare un senso di disillusione e di sconfitta ineluttabile, nei confronfi del quale non c’è altro strumento che la resa di fronte a chi ha vinto e continuerà a vincere, in tutti i campi possibili.
Non sono mai stato un adolescente pieno di speranze ed utopie, non ho mai pensato di poter cambiare il mondo ma, ormai oltrepassata la fatidica soglia dei trenta, non resta che constatare l’inevitabile sconfitta, dalla politica, al calcio, dalla musica agli ideali di vita personale e lavorativa. Lo strano è che – per fortuna o purtroppo – mi trovo a confrontarmi in prevalenza con altri "sconfitti" come me, persone dai begli ideali disillusi, che come me toccano con mano i limiti stringenti della realtà, del "senso pratico", dell’accondiscendenza che magari qualche beneficio lo porta. E, tutto intorno, persone sicure di sé, incuranti di compromessi, incuranti del mondo che va a rotoli, pronte a trarne il meglio a discapito degli altri; tutti con le loro vite spaventosamente "normali" e per me altrettanto spaventosamente mediocri, la misura, il moderatismo, la pedissequa accettazione della maggioranza, i passaggi della vita quasi cadenzati, i matrimoni e i figli in arrivo.  Sarà forse che tra parenti, amici e conoscenti nei prossimi tre-quattro mesi sono in attesa (si fa per dire) di una buona decina di nascite, ma non posso non domandarmi se queste persone si rendano conto del mondo in cui daranno alla luce nuove vite e di come il loro percorso sia stato terribilmente scontato, girgio e prevedibile, di come non lasceranno altra traccia di sé su questa terra perché conformati e dissolti in una massa indistinta.
Ma forse hanno ragione loro, sono quelli che nel loro picoclo "hanno vinto", hanno realizzato tutti i passaggi di vita che si potesse attendere da loro. Invece io continuo a starmene qui, pervicacemente legato alle mie minoranze, alle mie sconfitte quotidiane, ma almeno ben sicuro di essere almeno in teoria coerente con la (il)logica del "mi spezzo ma non mi piego", ancora convinto del valore delle scelte etiche (e non solo) individuali, qualunque sia la maggioranza che mi circonda. Condannato a essere minoranza, amante delle cause perse e destinato alla sconfitta, una sconfitta assaporata quasi con gioia, nella magra consolazione del fatto che è comunque valsa la pena lottare e restare fedeli a se stessi, in nome di non si sa bene quale ideale o principio etico. Ma tant’è.  
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4 risposte a “the end of trying

  1. utente anonimo 9 aprile 2009 alle 18:36

    Hai tutta la mia solidarietà e comprensione.
    Almeno siamo in 3 !

  2. utente anonimo 15 aprile 2009 alle 17:57

    un amico di modesta cultura vedendo come “butta” il mondo mi disse : vorrei tanto essere scemo per non capire; accreditando in tal modo la teoria dell’idiota felice (e di idioti basta fare un giro in televisione o a scelta tra i politici per vederne in quantità). così va il mondo. saluti da alfiemaster

  3. utente anonimo 18 maggio 2009 alle 21:47

    Sono arrivato qui per caso, o meglio per colpa di Leonard Mynx.
    E’ confortante accorgersi di non essere soli, trattandosi pur sempre di condividere la consapevolezza del riconoscersi minoranza.
    Vado per i 32, mi considero quasi un disadattato, ascolto le stesse cose e provo la stessa tua disillusione socio-politico-culturale.
    In più, sono appena stato piantato e ho comprato Barzin… Qualcosa vorrà pur dire!
    😉

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