Tracce di emozioni

pensieri, emozioni e raggi di sole attraverso le tenebre

Archivi Mensili: marzo 2012

music won’t save you

È online da ieri sera il sito che raccoglie tutti i miei scritti musicali, passati, presenti e futuri. Si chiama Music Won’t Save You e nasce senza alcuna pretesa di divenire una fonte informativa esaustiva, ma animato soltanto dall’intento di condividere una passione con chi mi ha seguito in passato e volesse continuare a farlo.
Di testate e fanzine virtuali è piena la rete, quindi non avrebbe alcun senso pensare a un’ipotetica “concorrenza”; Won’t Save You sarà semplicemente un contenitore, destinato a raccogliere contributi sparsi nel tempo e attraverso mezzi di comunicazione diversi.
Questo blog continuerà quindi a esistere, essendo la sua funzione essenzialmente diversa, mentre comune resterà la matrice delle due fonti e lo spirito che le anima, ovvero quello di proporre musica in tutta serenità, senza nessun intento completista né tanto meno desideri di affermazione personale. Per provare a recuperare, nel difficile contesto attuale, lo spirito più sano del parlare di musica; attività, al pari della musica stessa “meravigliosamente sopravvalutata”, come diceva Glen Johnson a commento del brano dal quale il nuovo sito trae il proprio nome, “(Music Won’t Save You From Anything But) Silence”.

life has not finished with me yet

Annunciato, rinviato e completamente rielaborato, il prossimo 11 giugno vedrà la luce “Life Has Not Finished With Me Yet”, undicesimo disco firmato Piano Magic.
Dal poco che si è potuto intuire finora (la sola title track, eseguita lo scorso ottobre nell’incredibile scenario delle Grotte di Castellana), potrebbe trattarsi di un disco in ampia misura acustico e, fin dal titolo, meno pessimista dei precedenti o, se non altro, ispirato a un’accettazione di sé placida ma non per questo fatalista.
Ci sarà da aspettare ancora circa un mese e mezzo (o forse meno…) per sentire come suonerà davvero. Intanto si sa già che l’album sarà composto da ben tredici tracce e che l’edizione commercializzata direttamente dall’etichetta di Glen Johnson, Second Language, includerà anche un bonus-cd di quattro brani, denominato “Chemichal EP”.
La curiosità è tanta, mentre l’attesa si spera che sia breve.

EDIT: la recensione del disco è consultabile su http://musicwontsaveyou.com/

bersarin quartett ii

Di Thomas Bücker si conosceva a stento il nome ai tempi in cui si segnalò per quel gioiello nascosto del suo debutto come Bersarin Quartett. Da allora sono passati ben quattro anni, nei quali nemmeno la lentezza produttiva dell’artista tedesco ha potuto avere la meglio sulla sua ispirazione, adesso stabilmente assistita da un piccolo gruppo di musicisti, deputati a completare con ampiezza orchestrale il rigore teutonico delle sue composizioni.
È infatti annunciata per il mese di aprile, per il tramite della “solita” Denovali, la pubblicazione del secondo album di Bücker, intitolato semplicemente “Bersarin Quartett II”: settanta minuti di solenne orchestralità e increspature ritmiche, per un’opera imponente, a cavallo tra modern classical, lievi sentori jazzy ed elettronica di chiaro stampo teutonico.
Ecco, nel frattempo, alcune succulente anticipazioni:

tender to the blues

Quando si comincia a trovarsi a trattare ristampe di dischi la cui uscita originale si ricorda distintamente, allora si fa davvero forte la sensazione di essere musicalmente “babbione”. Per fortuna quella sensazione è mitigata dall’immutata curiosità per nuove scoperte e anche dal fatto che il disco in oggetto sia uscito “solo” dieci anni fa.
Nel 2002, infatti, la Domino pubblicava “Moving Up Country”, debutto di James Yorkston, primo esponente del Fence Collective a ritagliarsi un proprio spazio assistito da un gruppo di musicisti che si facevano chiamare The Athletes.
La stessa Domino celebra oggi il decennale di quel disco, proponendolo in un’edizione in due cd, comprendente versioni demo, quattro pezzi tratti da una Peel Session del 2003 e alcuni inediti mai ascoltati finora.
Al di là di qualsiasi considerazione sul trascorrere del tempo, è stata un’ottima occasione per riascoltare le canzoni di “Moving Up Country”, ritrovandole nella memoria ugualmente semplici, schiette e coinvolgenti; un po’ come il carattere dello schivo e raffinato songwriter scozzese.

on air

Per una volta approfitto di questo spazio per una “comunicazione di servizio” che riguarda una delle mie attività musicali.
Segnalo infatti che da ormai un anno e mezzo a questa parte, insieme all’amico e collega Francesco Amoroso, conduco il programma radiofonico L’Attimo Fuggente sull’emittente romana Radio Città Aperta. Siamo in onda tutti i lunedì sera, dalle ore 22 alle 24, con le nostre selezioni pop, folk, ambient, slowcore, post-rock, modern classical, etc.
Chi volesse ascoltare la trasmissione può farlo sugli 88.9 in FM a Roma e nel Lazio e ovunque in streaming su http://radiocittaperta.it/live/radio.html.
Per tutti gli aggiornamenti, le playlist e le registrazioni delle trasmissioni c’è la pagina Facebook dedicata, mentre i podcast sono disponibili su http://attimofuggenterca.podomatic.com.
Buon ascolto!

child bride

“Child Bride”, la sposa bambina, è il titolo del disco d’esordio di Hannah Cohen, in uscita il prossimo 16 aprile per Bella Union, del quale la splendida “The Crying Game” costituisce un’anteprima quanto meno stuzzicante.
La produzione di Thomas Bartlett (Doveman) è garanzia di qualità, mentre voce e immagine della Cohen, che ha anche un passato da modella, dovrebbero garantirle l’esposizione che le sue canzoni meritano. Se cercate l’interprete femminile dell’anno e non vi accontentate di fenomeni costruiti a tavolino, appuntatevi il nome di Hannah Cohen.

caught in the wake

Caught In The Wake Forever è la denominazione sotto la quale produce la sua musica solista lo scozzese Fraser McGowan, già metà del duo Small Town Boredom.
Lo scorso anno si è presentato con un mini-album di cinque tracce strumentali – completato da altrettanti remix – intitolato “All The Hurts That Hinders Home”, nel quale cadenze rallentate di chitarra e pianoforte venivano contornate dai caldi abbracci di un’elettronica minimale e casalinga.
Nel suo primo disco vero e proprio, annunciato per la prossima estate su Hibernate, McGowan tornerà a completare le sue composizioni con il cantato morbido e trasognato. Succulenta anteprima del lavoro è questa splendida “Last Of The Heroin”.

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